Ebraismo. Alimentazione Kosher - Kasherut

   


Secondo i precetti ebraici un uomo può mangiare solo il cibo "lecito". L’insieme di norme sul cibo si chiama Kasherut  e il cibo che può essere consumato è kosher, termine che significa “adatto”, “conforme”, “opportuno”. La kasherut è fondata sulla Torah, il testo sacro più importante per gli ebrei, e sulla sua interpretazione.


                                               

 

Carne e pesce kosher


La kasherut riguarda soprattutto il cibo di origine animale, che viene suddiviso in "permesso" o "vietato",  mentre la frutta e la verdura sono tutti alimenti permessi


   


Nei precetti ebraici, sono molto rigorose anche le leggi che riguardano la macellazione.

La macellazione rituale, Schechitah, prevede la recisione istantanea della trachea e dell’esofago dell’animale assieme alle vene giugulari, tutto in un unico taglio, fatto con lama affilatissima, per limitare la sofferenza dell’animale ed eliminare quanto più sangue possibile.

Colui che pratica la macellazione, lo Shochet, deve aver seguito un cammino preciso e aver ottenuto l’autorizzazione a macellare dal rabbino.

La macellazione rituale è sacra, perché l’atto di uccidere spetta solo a Dio e pertanto l’uomo può praticarla solo in modo cerimoniale, in nome di Dio.

E’ vietato il consumo di sangue perché simbolo di vita. Ci si deve quindi accertare che ogni residuo di sangue sia eliminato dalla carne e, a tale scopo, essa viene lavata e salata: si immerge nell’acqua per mezz’ora, si tiene sotto sale per un’ora e poi viene risciacquata. Altra procedura è l’arrostitura, perché il calore del fuoco favorisce l’eliminazione dei liquidi.


Altri divieti


Esistono  altri divieti:

Divieto di mangiare alcune parti di grasso, quelle che un tempo venivano offerte sull’altare come sacrificio, e le interiora.
Divieto di mangiare il nervo sciatico.
Divieto di mangiare parti tratte da animali vivi.
Divieto di mangiare un animale permesso e macellato ritualmente, qualora presenti malattie o difetti fisici.
Divieto di mescolare carne e latticini nello stesso pasto.

 

Per quanto riguarda i latticini, questi possono essere consumati, purché il caglio utilizzato sia vegetale.

Poiché non si possono mescolare latticini e carni, in cucina è indispensabile separare le pentole e le posate usate per tagliare e cucinare la carne da quelle che si utilizzano per il latte.


Vino kosher




Il vino può essere consumato, purché vengano rispettate le norme di preparazione kosher. Uno specifico marchio sulla bottiglia indica se il vino sia o meno kosher.

1.       Nei primi 3 anni è proibito raccogliere i grappoli, che vengono distrutti prima della fioritura: questa pratica si chiama Orlah;

2.       Ogni 7 anni la vite deve essere lasciata a riposo e non si devono raccogliere i grappoli. E’ il famoso anno sabbatico: pratica, questa, definita Shmitah;

3.       E’ proibito far crescere, tra i filari del vigneto, piante orticole o frutticole. E’ la cosiddetta pratica del Kilai Hakerem. In Italia e Spagna sovescio, consociazione, inerbimento e coltura promiscua sono però praticate;

4.       Il vino deve essere lavorato solo da ebrei praticanti a partire dal momento in cui i grappoli arrivano in cantina. Questo implica che i non ebrei non possono toccare l’uva, le attrezzature e i contenitori per la vinificazione. Va sottolineato che per ebreo praticante va inteso chi osserva lo Shabbat e che porta la Kippah o la Yamulka (pettinatura religiosa).

5.       E’ proibito lavorare durante lo Shabbat;

6.       Tutti i prodotti necessari alla vinificazione devono essere kosher. In particolare l’acido tartarico che, per essere considerato kosher, deve essere interrato per 2 anni. E' proibita la gelatina animale non kosher, al pari della polvere di sangue utilizzata in enologia, mentre l'albume d'uovo è permesso, a condizione che siano controllate tutte le uova per eliminare quelle che contengono anche la più piccola goccia di sangue.

7.       Va effettuata la cerimonia del Trumat Maser, con la quale l’1% della produzione viene gettata e non utilizzata: questo in memoria della decima che è stata versata ai sacerdoti guardiani del Tempio di Gerusalemme.


Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.
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