Il bello di allattare vicino al cuore

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“L’allattamento è il modo per dare al bambino nutrimento e sicurezza e rappresenta un riferimento affettivo rilevante per l’acquisizione dell’autonomia. Se la madre lo desidera, l’allattamento al seno può quindi continuare dal secondo semestre di vita fino al secondo anno ed anche oltre.” (OMS)

I vantaggi del latte materno nei confronti di qualsiasi possibile sostituto sono indubbi e sono legati alla diversa composizione chimica del latte umano rispetto al latte vaccino. Inoltre è impossibile apportare modifiche artificiali al latte vaccino tali da farlo divenire più simile a quello materno.

Il latte di una madre di una certa "specie" è più adatto ai figli di quella stessa specie, quindi il latte di donna è più adatto ad un bambino rispetto a quello di mucca, che a sua volta è più adatto, di contro, ad un vitello. Inoltre sono moltissime le evidenze scientifiche che ne riportano i benefici in termini di prevenzione delle malattie allergiche, dell’otite e dell’obesità. L’OMS consiglia di prolungare il più possibile l’allattamento materno per i suoi numerosi vantaggi nutrizionali ed immunologici, in quanto ricco di anticorpi e sostanze battericide: contribuisce ad una migliore conformazione della bocca, protegge da infezioni respiratorie, asma, diarrea e riduce il rischio di diabete.

Ci sono anche dei vantaggi per la mamma, in quanto favorisce la perdita del peso accumulato durante la gravidanza, riduce il rischio di sviluppare osteoporosi, previene alcune forme di tumore al seno e all'ovaio, è gratuito ed è pratico.


Il Dottor Tommaso Montini descrive così quello che accade: "L’allattamento al seno ha successo appena si avvia la produzione di due ormoni molto speciali da parte dell’ipofisi, una ghiandola controllata dall'ipotalamo (e quindi direttamente dal cervello), che a sua volta gestisce e controlla tutto il sistema endocrino. Il sistema dell’amigdala inibisce la produzione di questi ormoni. Quindi l’ansia, la sfiducia, la paura, lo stress che attivano il circuito della reazione di fuga bloccano la produzione del latte. Le carezze, le coccole, l’intimità, la fiducia, la suzione al seno, l’immagine del bambino stimolano la produzione di prolattina e quindi di latte e anche di ossitocina, la quale attiva sul seno la contrazione dei dotti per facilitare l’eiezione del latte. Ad essere fantastica davvero è l’azione sul cervello:

-nella mamma blocca lo stress favorendo l’attaccamento, il rilassamento e la fiducia in se stessa;

-nel bambino stimola il piacere e la calma, il lasciarsi andare, fiducioso, nelle braccia della sua mamma.

Si innesca in questo modo il circolo virtuoso mamma-bambino:<< Mi succhi il seno e ti lasci andare tra le mie braccia… mi viene il latte, mi calmo e mi rilasso. Ti calmi e ti rilassi anche tu e mi viene ancora più latte…>>”

Il Dottor Montini va oltre, fino a realizzare una vera e propria guida "Per i papà che allattano":

Cari papà, volete evitare di allattare voi, comprando latte artificiale, biberon e tettarelle e migliorare l’alimentazione dei vostri bambini?

E allora –sostenete le vostre compagne!

                 -dite loro che sono brave!

                -dite loro che  il parto e la gravidanza non hanno intaccato la loro bellezza!

                -coccolatele

               -se sono spaventate, tranquillizzatele

               -cercate di farle riposare

              -non fate i “mammi”, lasciate che lo siano loro

             - scaricate le vostre paure ed ansie sul pediatra e non sulla moglie

Vedrete, i vostri bambini cresceranno meglio, le vostre mogli vi ringrazieranno, voi… avrete allattato bene!

Nonostante tutto allattare al seno non è sempre facile né immediato. Molte mamme, pur avendo intenzione di allattare il proprio bambino, non riescono a realizzare il loro sogno. Ragadi, mastiti e bimbi che crescono poco sono solo esempi degli ostacoli iniziali che possono rendere l’allattamento al seno davvero difficile.

Posizione per l’allattamento: vicino al cuore

Prima di tutto è importante trovare una posizione comoda.

Da sedute la schiena deve essere ben dritta e sostenuta, eventualmente con l’aiuto di alcuni cuscini, e i piedi devono essere ben appoggiati, magari sopra uno sgabello, in modo da poter tenere il bimbo facilmente all'altezza del seno.

Dopo un taglio cesareo o nei primi giorni dopo il parto potrebbe essere più facile allattare da sdraiate.

Quella sdraiata è la posizione più comoda anche nelle ore notturne, distese sul letto, su un fianco, con un cuscino dietro la schiena e un altro tra le gambe.

Quando si allatta, qualsiasi posizione si scelga, bisogna tenere il bambino sempre vicino a sé con il volto di fronte al seno e testa, spalle e corpo allineati. Il naso o il labbro superiore devono essere di fronte al capezzolo e il bimbo deve poter raggiungere facilmente il seno senza bisogno di allungarsi o girarsi.

Avvicinare sempre il piccolo verso il seno e non il contrario.

Quando il bimbo è attaccato bene:

  • la bocca è aperta e "riempita" dal seno
  • il mento sfiora il seno
  • il labbro inferiore è rovesciato in fuori e la lingua appoggiata al seno
  • l’areola, la parte scura intorno al capezzolo, è meglio visibile sopra il labbro superiore piuttosto che sotto quello inferiore
  • il modo di poppare varia da suzioni brevi a movimenti lunghi e profondi, intervallati da pause.

Le prime volte che il piccolo si attacca al seno si potrebbe provare qualche fastidio, ma questa sensazione tende a scomparire velocemente. Se si continua a sentire dolore forse il bambino non è ben attaccato. In questo caso bisogna provare a staccarlo, inserendo delicatamente un dito nell'angolo della bocca, così da interrompere la suzione. Se una volta riattaccato si sente ancora dolore, allora è bene consultare il pediatra.

Il latte dei primi giorni si chiama colostro ed è preziosissimo, anche se in piccole quantità, perché contiene tutto quello di cui il bimbo ha bisogno. La montata lattea arriverà dopo qualche giorno.

Si consiglia sempre alle mamme di tenere il bambino vicino, soprattutto nel primo periodo dell’allattamento, specialmente di notte, così che possa essere più facile allattare e tornare a riposare.

Il latte materno contiene tutte le sostanze nutritive e l’acqua di cui il bambino ha bisogno nei primi sei mesi di vita. Offrire altri alimenti o bevande potrebbe allontanarlo dal seno e risultare dannoso.

Quando allattare? Quante volte?

I bambini non sono tutti uguali e poppano in modo molto diverso l’uno dall'altro. Nei primi giorni alcuni sembrano disinteressati e in seguito le poppate potrebbero diventare molto frequenti, questo è del tutto normale. Se si allatta il bimbo ogni volta che lo chiede, si produrrà latte a sufficienza per le sue necessità. Ogni volta che il bimbo si attaccherà al seno, l’ipofisi si metterà in moto aumentando la produzione di latte. Il latte viene allattando! Non è necessario perciò saltare una poppata, pensando di risparmiare il latte per quella successiva.

Va tutto bene?

Va tutto bene quando il bambino è sveglio e pronto per i pasti ed emette urine chiare e abbondanti almeno 5-6 volte al giorno dopo la prima settimana. Quando aumenta di peso dopo la prima settimana, sta tranquillo e dorme diverse volte nelle 24 ore e quando i capezzoli o i seni non fanno male.

Controindicazioni

L’allattamento al seno è controindicato in caso di lattanti affetti da galattosemia, da malattia delle urine a sciroppo d’acero e da fenilchetonuria. Inoltre, è controindicato se la madre è affetta da HIV, da herpes simplex di tipo 1 del seno e del capezzolo, da sepsi o altre malattie gravi che impediscono alla madre di prendersi cura del figlio. E’ da evitare nel caso in cui se la madre sia in trattamento con farmaci psicotropi come sedativi, anti epilettici ed oppioidi, con iodio 131 o in caso di uso eccessivo di soluzioni disinfettanti a base di iodio su mucose o ulcere, e se è sottoposta a chemioterapia citotossica. Infine, l’uso di sostanze stupefacenti come ecstasy, anfetamine, cocaina ed altri stimolanti, nonchè di farmaci oppioidi, benzodiazepine o cannabis, può causare seri problemi neurologici nel bambino.

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Supplementi vitaminici e carenze nelle mamme vegane che allattano al seno     leggi di più...




Riferimenti

Tommaso Montini. "Me lo dici in... bambinese?" Paoline Editoriale Libri,  

2009www.salute.gov.it 

OMS, Linee Guida per l'allattamento

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Simona Pepe
Pharmacist Manager e Nutritional Therapist

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