CELIACHIA: TUTTI NE PARLANO POCHI LA CONOSCONO

Che cos’è la celiachia?


La celiachia viene spesso indicata come intolleranza al glutine, anche se impropriamente, poiché, al contrario delle classiche intolleranze, è una patologia che coinvolge il sistema immunitario. 


Una definizione più appropriata è quella che definisce la celiachia come reazione avversa immuno-mediata permanente al glutine.


La celiachia è una malattia di tipo autoimmune, su base genetica, caratterizzata da una reazione avversa immuno-mediata permanente al glutine e non va mai confusa con la sensibilità al glutine non celiaca.


L’incidenza della celiachia è molto elevata ed è compresa tra lo 0.6 per cento e l’1 per cento della popolazione.


Cose da sapere:


- La celiachia dura tutta la vita: per tutta la vita andranno esclusi alimenti contenenti glutine e fonti di glutine dalla propria alimentazione.

- La celiachia è una malattia su base genetica.

- Se un individuo non possiede i determinanti genetici per questa malattia, non  svilupperà mai la celiachia (aplotipi HLA-DQ2 e/o DQ8 o rare varianti).

- Il 30% della popolazione normale possiede i determinanti genetici della celiachia, ma la grande maggioranza di questa (97%) non svilupperà mai la malattia. Si stima che l’1% circa della popolazione sia celiaca.

- L’età di insorgenza della celiachia è variabile (0-120 anni).


In quali situazioni è indicata una indagine sierologica per la celiachia?

Esistono sintomi sia intestinali (dolore addominale, stipsi, diarrea, meteorismo) che extraintestinali associati al morbo celiaco (anemia, stanchezza, stomatite aftosa ricorrente, ecc.).

Non tutte le persone affette da celiachia presentano gli stessi sintomi: in alcuni casi la sintomatologia intestinale può addirittura essere assente e la malattia del tutto silente perché evidenziabile, ad esempio, solo come stato di anemia o dermatite erpetiforme senza alcun sintomo intestinale.

 

Sintomi e segni suggestivi
Gruppi a rischio
Disturbi intestinali cronici (dolore addominale, stipsi, diarrea, meteorismo)
Familiarità per celiachia
Stomatite aftosa ricorrente
Deficit selettivo IgA sieriche
Ipoplasia dello smalto dentario
Patologie autoimmuni associate (soprattutto diabete di tipo 1 e tiroidite)
Ipostaturalità
s. di Down
Ipertransaminasemia
s. di Turner
Sideropenia (con o senza anemia)
s. di Williams
Stanchezza cronica

Rachitismo, osteopenia

Dermatite erpetiforme

Anomalie dello sviluppo puberale

Orticaria ricorrente

Disturbi della fertilità (abortività spontanea, menarca tardivo, menopausa precoce, infertilità)

Epilessia con calcificazioni endocraniche ed altre patologie neurologiche (atassia, polineurite, etc.)

Disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa)


 Come si fa la diagnosi di celiachia?

Se si pensa di poter essere celiaci, mai avventurarsi in diete senza glutine "fai da te" senza aver prima seguito l'iter diagnostico per escludere o confermare la presenza della malattia. L'inizio di una dieta senza glutine "fai da te" non fa altro che rimandare la possibilità di capire se davvero si è celiaci o meno. In coloro che si avventurano da soli verso una dieta senza glutine, il medico curante potrebbe essere costretto a prescrivere una dieta ricca di glutine per almeno un mese per poter effettuare il dosaggio degli anticorpi nel sangue ed ottenere risultati validi.


Studi recenti dimostrano come, in Europa, solo il 21% dei casi di celiachia siano diagnosticati clinicamente. 


Vediamo insieme come si fa la diagnosi:

1. Il dosaggio degli anticorpi nel sangue è il primo step se si sospetta una celiachia. Vengono dosati:


-IgA totali

-Antitransglutaminasi  tissutale (anti-tTG) IgA/IgG

-Antigliadina deamidata (AGA): IgA( più specifici) IgG (più sensibili)

-Antiendomisio (EMA)IgA -IgG1 come conferma nei casi dubbi


2.  La biopsia duodenale viene effettuata in caso di positività alla presenza di anticorpi ed è necessaria per fare diagnosi in età adulta.


Per la diagnosi in età pediatrica ed adolescenziale le nuove linee guida prevedono, in presenza di una positività per anticorpi anti-tTG IgA  superiore ad almeno 10 volte il valore soglia, confermata dalla positività per gli EmA IgA e dalla presenza del profilo genetico compatibile (HLA-DQ2 e/o DQ8), la diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia duodenale.

 

Dove si trova il glutine?

Il glutine è contenuto in alcuni cereali: grano, kamut, orzo, segale, avena.


Esistono molti alimenti non sospetti che contengono comunque glutine quali, ad esempio, yogurt, alcune salse o formaggi che possono contenere degli amidi modificati  e quindi  glutine. Nella produzione degli alimenti e nel loro confezionamento,inoltre, i treni macchine e gli strumenti utilizzati, possono non essere dedicati ad un solo tipo di alimento e quindi è possibile ritrovare il glutine in tracce in cibi che normalmente non lo contengono. Può accadere quindi che anche le patate confezionate, surgelate o fritte, che sono naturalmente prive di glutine possano invece contenerlo.


Quali alimenti utilizzare se si è celiaci?

Alimenti naturalmente privi di glutine.

Fanno parte di questi alimenti tutti i legumi, la frutta, la verdura, latte e formaggi derivati senza additivi ed addensanti ,le uova, il pesce,  la carne, gli oli . Tra i cereali privi di glutine troviamo: il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio, l'amaranto, la quinoa, la manioca, il teff e il sorgo.


Prodotti inseriti nel “Prontuario degli alimenti del libero commercio” AIC.

Una volta avuta la diagnosi di malattia celiaca, l’Associazione Italiana per la Celiachia (AIC) fornisce a chi ne fa richiesta un manuale per orientarsi nella spesa quotidiana. Il manuale viene periodicamente aggiornato con le marche ed i prodotti che possono essere consumati dai celiaci.


Prodotti con il marchio Spiga Barrata.

Il marchio spiga barrata aiuta nella scelta dei prodotti in commercio adatti ai celiaci.


Alimenti di uso corrente NON contenenti fonti di glutine.

Controllare le etichette per verificare la dicitura “Fonti di glutine”.

 

Riferimenti

Protocollo di diagnosi e follow up per la celiachia - G.U. n.191 del 19 agosto 2015

AIC- http://www.celiachia.it/faq/marchio-prontuario_presentazione.pdf

 

 

 

Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.
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