Cibi ed emicrania: quali vanno evitati?

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 Emicrania, ma che cos’è?

L’emicrania è un severo mal di testa con sintomi che vanno dal dolore “pulsante” nella parte frontale o laterale della testa, alla nausea, vomito e fastidio alla luce. Gli attacchi possono durare da oltre quattro ore fino a tre giorni consecutivi e sono molto comuni: possono infatti interessare una donna su cinque ed un uomo ogni quindici. Gli attacchi di emicrania differiscono da un ‘normale’ mal di testa, a causa della severità dei sintomi e per il fatto che peggiorano la qualità di vita delle persone che ne soffrono.

Quali sono le cause?

Le cause esatte che provocano un attacco di emicrania sono, purtroppo, sconosciute, ma riconducibili a piccole modificazioni fisiologiche a livello cerebrale come pure a cause genetiche, come ad esempio la trasmissione di alcune anormalità in certe aree del cervello.

Ci sono però delle cause scatenanti che facilitano la comparsa degli attacchi, come l’affaticamento, la luce troppo forte, i cambiamenti repentini di temperatura, pressione atmosferica, altitudine oppure delle condizioni meteorologiche, ed anche situazioni di particolare stress, in concomitanza dei cambiamenti ormonali che avvengono durante il ciclo mestruale. Ma anche saltare i pasti, o le modificazioni del ciclo sonno-veglia, e soprattutto la più o meno marcata sensibilità a specifici conservanti o agenti chimici presenti nel nostro cibo.

Alcuni tipi di alimenti, bevande ed additivi alimentari possono costituire la causa scatenante, nella misura dal 10% al 64%, dei comuni attacchi di emicrania (il dato varia in dipendenza dalla metodologia e dalla popolazione dello studio). Alcuni cibi provocano un attacco in meno di un’ora dall’ingestione, altri fino a dodici ore dopo. Vediamo insieme quali sono gli alimenti che più comunemente possono scatenare un attacco di emicrania nei soggetti predisposti.

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1) Formaggi stagionati

I formaggi stagionati rappresentano un fattore scatenante molto comune, probabilmente a causa dell’elevata presenza di tiramina, un amminoacido modificato dai processi metabolici dell’organismo, la quale promuove la vasocostrizione e di conseguenza l’aumento dei battiti cardiaci e della pressione sanguigna, provocando, in questo modo, il mal di testa.

I formaggi ricchi in tiramina non sono solo quelli stagionati, ma anche quelli curati, affumicati o conservati in salamoia.

Gli studiosi ritengono che approssimativamente il 5% delle persone che soffrono di emicrania siano sensibili alla tiramina.

2) Cioccolata

Anche la cioccolata sembra essere un fattore scatenante molto comune per gli attacchi di emicrania a causa della presenza di due sostanze, la feniletilammina  ed i flavonoidi, anche se le ultime scoperte sono in conflitto con i risultati degli studi precedenti. In alcuni studi si è arrivati alla conclusione che la cioccolata può provocare attacchi di emicrania in persone particolarmente sensibili. Ad esempio, in uno studio con dodici partecipanti, cinque di loro hanno avuto un attacco nel giro di 24 ore dall’ingestione di cioccolato. Di questi cinque, nessuno ha avuto un attacco dopo aver ingerito un placebo.

*Placebo=una sostanza priva di cioccolata, ma somministrata come se lo fosse stata.

In generale, la cioccolata è una delle più comuni cause scatenanti e la ragione potrebbe essere legata ai suoi componenti.

3) Affettati

I comuni affettati contengono alcuni conservanti, i nitrati ed i nitriti, responsabili di scatenare attacchi di emicrania. I primi casi sono stati riportati all’inizio degli anni ’70, quando la pratica di utilizzare questi sali è divenuta molto diffusa grazie ai bassi costi di produzione. Probabilmente questi sali provocano il mal di testa in seguito a vasodilatazione, ma studi più approfonditi sono ancora in corso.

Oggi è possibile trovare in commercio prodotti privi di questi additivi, con date di scadenza per il loro utilizzo abbastanza ragionevoli.

4) Cibi fritti e grassi

I cibi ricchi di grassi causano un conseguente aumento di grassi nel circolo sanguigno, il quale porta alla produzione di prostaglandine. Queste ultime causano la vasodilatazione e il conseguente attacco di emicrania.

Grazie ad uno studio durato 12 settimane con 54 partecipanti, si è osservato che in coloro che seguivano una dieta ricca di grassi (più di 69 grammi di grassi al giorno) si riscontrava un’incidenza di attacchi di emicrania quasi doppia rispetto a coloro che mangiavano meno grassi.

Il risultato è stato ancora più stupefacente quando è stato osservato che riducendo l’apporto di cibi grassi la frequenza e l’intensità degli attacchi diminuivano in modo proporzionale, con quasi il 95% dei partecipanti che hanno riportato un miglioramento del 40% dei loro attacchi di emicrania.

Un altro studio, effettuato su una dieta vegana a basso contenuto di grassi, ha riportato risultati molto simili, con riduzione degli attacchi in intensità e frequenza.

Comunque in entrambi gli studi, oltre all’esclusione dei grassi giocano un ruolo fondamentale anche altri fattori, come la perdita di peso e l’esclusione dei prodotti di origine animale e per questo motivo non si può affermare con certezza che sia stata l’esclusione dei ‘soli’ grassi a diminuire gli attacchi emicranici.

5) Insaporitori

Gli insaporitori sono degli agenti chimici che vengono aggiunti al cibo con lo scopo, appunto, di esaltarne il sapore. Il più popolare, fra questi, è il glutammato mono-sodico, famoso per il suo largo utilizzo nella cucina cinese, nei dadi da brodo industriali, nelle polveri in bustine per insaporire carni e pesce e nelle salse già pronte che troviamo comunemente sugli scaffali del supermercato.

Sono ormai diversi decenni che vengono riportati episodi di mal di testa in seguito all’assunzione di glutammato.

Un tempo veniva definita Sindrome da ristorante cinese l’insieme dei sintomi (bruciore diffuso in tutto il corpo, sensazione di pressione facciale, cefalea, stato d’ansia, formicolio nella parte superiore del corpo, dolore al torace, alterata sensibilità e dolori al capo e al collo, nausea, sudorazione e difficoltà respiratoria) riportati in seguito all’assunzione di grandi quantità di glutammato, ma studi recenti hanno smentito il ruolo esclusivo di quest’ultimo, confermando la sua implicazione esclusivamente nelle esacerbazioni degli attacchi emicranici, e riconoscendo come veri responsabili di questa sindrome l’alto contenuto di grassi e di sale.

6) Caffè, tè e bevande gassate

La caffeina è spesso usata per contrastare i sintomi del mal di testa, anche se numerose evidenze suggeriscono che essa possa indirettamente provocarlo.

Il “mal di testa da astinenza da caffeina” è un fenomeno ben conosciuto che si manifesta in seguito a periodi, più o meno lunghi, di astinenza della stessa. Ciò accade quando i vasi sanguigni cominciano a rilassarsi nuovamente dopo essersi contratti in seguito al consumo di caffeina, provocando un attacco di emicrania nei soggetti predisposti. (per saperne di più)

7) Dolcificanti artificiali

L’aspartame è un dolcificante artificiale frequentemente aggiunto al cibo e alle bevande per renderle più dolci senza utilizzare il comune zucchero. Nonostante alcune persone lamentino l’insorgere di mal di testa in seguito all’ingestione di aspartame, i numerosi studi condotti non sono riusciti a dimostrare alcuna correlazione. Solamente in pochissimi studi è stata riconosciuta una correlazione fra consumo di aspartame ed emicrania e comunque solo in seguito al consumo di larghissime quantità.

8) Alcool

Le bevande alcoliche sono note da tempo come uno dei fattori scatenanti il mal di testa, ma sfortunatamente non ne è chiara la ragione. Le persone che soffrono di emicrania tendono a bere meno alcolici rispetto a coloro che non ne soffrono e, apparentemente, tendono anche ad avere “postumi da sbornia” più marcati. Nonostante tutto potrebbe non essere colpa dell’alcool, ma di alcuni componenti come l’istamina, i solfiti e i flavonoidi. È stato, infatti, osservato, in uno studio in cui venivano messi a confronto vino rosso e vodka, che l’assunzione di quest’ultima non provocava mal di testa.

9) Cibi e bevande fredde

Alcune persone molto sensibili possono avere attacchi di mal di testa dopo aver mangiato un gelato o bevuto bibite molto fredde.

Durante un test è stato chiesto ai 114 partecipanti di tenere un cubetto di ghiaccio fra la lingua ed il palato per 90 secondi con lo scopo di studiare i mal di testa indotti dal freddo. Il 74% dei partecipanti soggetti ad attacchi di emicrania e il 32% di coloro che in genere non ne soffrono hanno riferito l’insorgere del mal di testa.

Un altro studio ha riportato che le donne che di solito soffrono di mal di testa hanno il doppio delle possibilità di avere un episodio di emicrania dopo aver bevuto una bevanda con ghiaccio, rispetto a coloro che di solito non ne soffrono.

10) Noci e Semi

Secondo la “National Headache Foundation” (Fondazione Nazionale per il Mal di Testa, US) tutte le noci e nocciole, le arachidi, i semi di zucca e di sesamo possono causare o esacerbare il mal di testa a causa degli alti livelli di tiramina (ricordate? L'abbiamo incontrata già parlando di formaggi stagionati). Anche le banane contengono molta tiramina e per questo motivo vengono spesso sconsigliate.

Anche alimenti da essi derivati, come il burro di arachidi o il latte di mandorle, possono costituire un problema per coloro che sono sensibili a questo amminoacido.

Ricapitolando

Anche se un determinato regime alimentare non è causa primaria di un attacco di emicrania, in soggetti predisposti può aumentarne la frequenza e l’intensità. Per questo motivo, evitare l’assunzione di determinati cibi e bevande può essere d’aiuto nei soggetti predisposti.

Pubblicato il 15-05-2017 da...

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Simona Pepe
Pharmacist Manager e Nutritional Therapist

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