Curcuma

La Curcuma: la cugina “nobile” dello zenzero

La curcuma longa, un’erba sempreverde, fa parte della famiglia delle Zingiberaceae, la stessa dello zenzero. La pianta cresce fino ad un’altezza di 90-150cm ed è estesamente coltivata in Asia, India, Cina e, in generale, nei paesi con clima tropicale.  Possiede foglie lunghe ed appuntite, con fiori gialli a forma di imbuto allungato.

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In medicina ne viene utilizzato il rizoma (la radice), il quale viene fatto bollire e in seguito, una volta ripulito e asciugato, viene ridotto a una polvere gialla.

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Dalla curcuma secca viene ricavata la spezia, chiamata appunto Curcuma o Turmeric, che è l’ingrediente che dá al curry il suo caratteristico colore giallo.

Questa spezia viene usata tantissimo nelle preparazioni culinarie, sia per il suo sapore che per il colore, ed ha una lunga tradizione nella Medicina Cinese ed Ayurvedica, in particolare per le sue proprietà antiinfiammatorie e nel trattamento della flatulenza, dell’itterizia, dei dolori mestruali, dell’ematuria (presenza di sangue nelle urine, dovuta ad un’infezione), delle emorragie e delle coliche. In alcuni paesi viene applicata topicamente per alleviare il dolore e le infiammazioni.

Gli studi più recenti hanno concentrato l’attenzione sulle sue proprietà antiossidanti, epatoprotettive, antiinfiammatorie, anticarcinogeniche e antimicrobiche, in aggiunta ai ben noti usi nell’alleviare i disordini cardiovascolari e gastrointestinali.

La storia ignorata

Anche se sicuri, in molti casi i trattamenti antichi e popolari vengono ignorati dalla medicina tradizionale a causa della scarsità di dati che si hanno sia riguardo i componenti attivi delle “droghe” che dei loro “targets molecolari”, non sempre ben definiti.

La curcumina stabilisce la prima eccezione a questa regola.

Sono ormai secoli, infatti, che l'azione antiinfiammatoria della Curcuma è nota, ma solo negli ultimi venti anni si è scoperto che le sue proprietà farmacologiche sono dovute alla Curcumina, il principio attivo, un diferuloil-metano, responsabile, fra l’altro, dell’acceso colore giallo.

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Si è scoperto che questo principio attivo regola numerosi fattori nella trascrizione di proteine come:

  • Le citochine (proteine che regolano i segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e i diversi organi e tessuti)
  • Le chinasi (proteine che intervengono nella fosforilazione di altre proteine, promuovendone un cambiamento funzionale).

Non solo, ma entra in gioco anche nell’adesione molecolare, negli stati ossidativi e nella regolazione degli enzimi che sono associati agli stati infiammatori.

I processi infiammatori, purtroppo, hanno un ruolo dominante in moltissime malattie croniche, incluse quelle neurodegenerative, cardiovascolari, polmonari, metaboliche, autoimmuni e neoplastiche. Grazie a moltissimi studi, è oggi possibile affermare, senza dubbio alcuno, il potenziale ruolo della curcumina nella Prevenzione e Trattamento di numerose malattie croniche di origine infiammatoria. Queste caratteristiche, combinate con la sua sicurezza farmacologica e il suo trascurabile costo economico, rendono la curcumina perfetta per ulteriori studi e applicazioni future.

Attiva contro le allergie

La curcumina ha anche la capacità di inibire l’istamina rilasciata dai mastociti. Considerando che l’istamina provoca anche l’esplosione di manifestazioni allergiche come l’eczema, la curcuma viene considerata una spezia di elezione per coloro che soffrono di questa malattia. Inoltre, l’istamina aumenta gli stati infiammatori e causa la contrazione della muscolatura liscia in soggetti affetti da asma, motivo per cui è considerata la spezia di elezione anche in questo caso.

La maggior parte delle proprietà anti-istaminiche ed anti-allergiche di questa spezia sono state attribuite alle sue forti proprietà antiossidanti.

Come giovamento per la pelle: una crema di bellezza nel piatto di portata

I guaritori che praticano la medicina Ayurvedica ed altri professionisti della medicina tradizionale utilizzano la curcuma (sia la radice che la polvere) per trattare alcuni problemi della pelle come l’acne e la psoriasi. Sfortunatamente queste proprietà terapeutiche non sono state ancora confermate da alcuno studio.

La “spezia della longevità”

Uno studio pubblicato da “Annals of the New York Academy of Sciences” nel Giugno del 2004 descriveva come un metabolita della curcumina (la tetra-idro-curcumina) potrebbe allungare l’aspettativa di vita nei ratti del 12%. Un differente studio, condotto questa volta sui nematodi (una specie di vermi), ha dato risultati molto simili. Questa capacità della curcuma è stata attribuita alle sue proprietà antiossidanti.

Contro i dolori Artritici

Numerosi studi hanno documentato le forti proprietà anti-infiammatorie e anti-artritiche della curcuma. Secondo uno studio pubblicato nel Novembre del 2006 sulla rivista “Arthritis and Rheumatism”, i tre principali alcaloidi della curcuma, i curcuminoidi, sono i principi attivi responsabili proprio degli effetti anti-artritici attribuiti a questa spezia.

Questa tisana speciale alla curcuma aiuta contro i dolori artritici:

Tè alla curcuma:

  • In una tazza, mescolare un cucchiaio di curcuma in polvere e uno di miele, fino a preparare un composto pastoso color dell’oro.
  • Aggiungere dell’acqua calda e lasciar dissolvere il composto.
  • Prima di bere, lasciar raffreddare un po’.

Contro il cancro

Sia studi in vitro che in vivo hanno dimostrato le estese proprietà anticancro della curcuma. Per esempio, la curcumina sembra essere capace di identificare le potenziali cellule cancerogene e indurne l’apoptosi (il suicidio programmato). Inoltre, gli alcaloidi presenti in questa spezia sono capaci di inibire la formazione di nitrosamine e la produzione di aflatossine, due processi che sono stati associati ad un aumentato rischio di contrarre numerosi tipi di cancro.

Un aiuto per il cuore

Con uno studio in vivo su animali, pubblicato nel Febbraio del 2008 sul “Journal of Clinical Investigation “, è stato osservato che la radice della curcuma può prevenire e perfino curare le ipertrofie cardiache (ingrossamenti anormali del cuore) associate ad un aumentato rischio di pressione alta ed attacchi cardiaci.

Radice di curcuma ed Helicobacter pylori

Uno studio su 25 piante, pubblicato su “World Journal of Gastroenterology” nel 2005,  riporta che 8 di queste, in test in vitro, avevano la capacità di uccidere l’Helicobacter pylori, un batterio patogeno che può causare ulcere peptiche e perfino cancro allo stomaco. Delle otto piante testate, la curcuma è risultata la più potente, seguita dal cumino, la radice di zenzero e il peperoncino.

Un alleato contro l’Alzheimer

Il morbo di Alzheimer, caratterizzato da declino cognitivo e demenza, è la sesta più importante causa di morte negli Stati Uniti, ma l’incidenza di questa stessa malattia neurodegenerativa è molto più bassa in India, dove la radice della curcuma è comunemente usata sotto forma di curry. Da questa osservazione è partito uno studio che metteva in relazione il consumo di curry e le funzioni cognitive nella popolazione asiatica. Il risultato dello studio, pubblicato nel novembre del 2006 sull'“American Journal of Epidemiology”, non fu affatto una sorpresa per i ricercatori, i quali osservarono che i partecipanti che mangiavano curry “occasionalmente, spesso o molto spesso” avevano un punteggio MMSE (una misura della funzione cognitiva) significativamente migliore rispetto a coloro che mangiavano curry “raramente o mai”.

Anche se i risultati di questo studio non provano che sia la curcuma nel curry a prevenire il declino cognitivo negli anziani, altri studi sulla sua capacità di fungere da antiossidante suggeriscono che la curcuma abbia moltissime proprietà (fra le quali l’abilità di combattere l’infiammazione, di ridurre lo stress ossidativo e di inibire la formazione di placche beta-amiloidi), che potrebbero effettivamente prevenire il Morbo di Alzheimer.

La Curcuma può essere usata in modo sicuro?

In linea di massima sì, può essere usata, ma come tutte le sostanze con proprietà farmacologiche ha delle controindicazioni e delle interazioni con altri medicinali. Per esempio non è indicata in gravidanza, perché stimola il ciclo mestruale e potrebbe causare aborto spontaneo.

Non sono stati finora, riportati effetti collaterali tranne rarissimi casi di dermatite da contatto anafilassi. Inoltre, coloro i quali hanno predisposizione ai calcoli renali dovrebbero non eccedere con le dosi. Comunque non sono mai stati registrati casi di tossicità in seguito all’assunzione di grandi quantità di questa spezia.

Un discorso a parte meritano le interazioni con altri farmaci. Ci sono infatti tre classi di farmaci che interagiscono con la curcumina presente nella curcuma e per questo motivo la spezia non deve essere utilizzata senza il benestare del proprio medico curante.

  • Anticoagulanti. La curcuma potrebbe intensificare l’effetto di questi medicinali, aumentando il rischio di sanguinamento. Fanno parte di questa categoria l’Aspirina e il Plavix (Clopidogrel) ed il meno usato Warfarin.
  • Antiacidi. La curcuma potrebbe interferire con l’azione di questi acidi, aumentando la produzione di acido. Fanno parte di questa categoria la Cimetidina, la Famotidina (Pepcid), la Ranitidina (Zantac), l’Esomeprazolo (Nexium), l’Omeprazolo ed il Lansoprazolo (Prevacid).
  • Antidiabetici. La curcuma potrebbe aumentare l’effetto di questi farmaci aumentando il rischio di ipoglicemia, cioè abbassando troppo i livelli di zucchero nel sangue.


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Simona Pepe
Pharmacist Manager

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