Diete di moda dimagranti (Dukan, Atkins, Tisanoreica ed altre): un segreto in comune

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Da aspiranti al dimagrimento rapido si è molto sensibili al fascino di tutte quelle diete che promettono miracoli e che, ad ogni stagione, spuntano fuori come funghi. Prima dell’estate o dopo le festività inizia la ricerca del tipo di dieta da seguire e spesso la scelta cade su una di quelle che garantiscono di ottenere, in breve tempo, un fisico da urlo.

Quello che pochi sanno è che molte diete di moda si basano su un unico processo metabolico: la chetosi. Pur cambiando nome, abito e marketing, molte delle diete che promettono dimagrimenti rapidi sono diete chetogeniche: ma che cos'è una dieta chetogenica? Perché è meglio evitare il fai-da-te? Proviamo a dare una risposta a queste domande.

Dieta chetogenica: come riconoscerla

Per riconoscere una dieta chetogenica basta osservare gli alimenti proposti, ma soprattutto quelli che vengono esclusi: se vedete che vengono escluse le fonti di carboidrati, con alta probabilità si tratta di una dieta chetogenica. Alcune diete chetogeniche escludono anche le verdure (ad esempio la Dukan nei primi giorni), altre selezionano quelle a minor contenuto di carboidrati, qualcuna inserisce frutta in modo molto oculato, selezionando i frutti meno zuccherini (ad esempio, fragole e ribes ammessi), fino ad arrivare a quelle che suggeriscono la sostituzione di un intero pasto, o più pasti, con bevande a base di aminoacidi e polveri proteiche,  o altre ancora che propongono surrogati della pasta, composti interamente di fibre indigeribili. Il panorama è ampio e, seppure in apparenza sempre diverso, il meccanismo metabolico su cui fanno leva è sempre lo stesso: la chetosi.

La piramide che vedete qui sotto consente di visualizzare gli alimenti che solitamente caratterizzano una dieta chetogenica e quelli che non ne fanno mai parte (ogni chetogenica ha le sue varianti, escludendo ancora più alimenti rispetto a quelli indicati).

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Che cosa significa dieta chetogenica?

Il nostro cervello, i globuli bianchi e i globuli rossi, il midollo osseo, la midollare del surrene ed altri tessuti del nostro organismo sono detti tessuti glucosio-dipendenti perché usano, come unica fonte di energia, il glucosio.

Se pensiamo che il nostro cervello da solo consuma il 20% del glucosio che ingeriamo (~5.6 mg di glucosio al minuto per 100 g di tessuto cerebrale), ovvero circa 120gr al giorno, possiamo comprendere quanto sia necessario un meccanismo che ne consenta la sopravvivenza anche in assenza di glucosio (i nostri antenati dovevano sopravvivere anche a lunghi periodi di carestia). Nelle diete chetogeniche, l’apporto di carboidrati viene portato sotto i 50gr/die. Quando si è sottoposti a un digiuno prolungato o si eliminano le fonti di carboidrati dalla propria dieta il nostro corpo, per assicurarci la sopravvivenza, attiva il processo metabolico chiamato chetogenesi.

Nella chetogenesi, che ha luogo prevalentemente nel fegato, vengono prodotti i corpi chetonici: acetone, acido acetoacetico ed acido beta-idrossibutirrico. I corpi chetonici sono molecole che possono essere utilizzate dal nostro organismo e da molti dei tessuti glucosio-dipendenti, come fonti di energia alternative al glucosio  (il cervello non può usare l’acetone, che viene espulso in gran parte con la respirazione) in fasi di digiuno o carestia. Le diete chetogeniche sono quindi quelle che portano alla formazione di corpi chetonici. Uno dei segnali più tangibili del subentrato stato di chetosi è l’alito con odore di aceto, comunemente detto acetone.

I corpi chetonici sono prodotti a partire dai grassi e da alcuni aminoacidi. Con questo tipo di regime alimentare si bruciano molti grassi ma anche proteine! Le diete chetogeniche sono note come diete bruciagrassi, ma il corpo ha necessità di assumere una quota proteica in grado di prevenire la perdita di massa muscolare. In alcune diete di moda, per evitare il depauperamento muscolare, si consente di mangiare pesce e carne ad libitum o si usano appositi preparati proteici, ma sarebbe opportuno rivolgersi ad un esperto per avere indicazioni mirate sulla quota proteica da assumere, per non sovraccaricare eccessivamente fegato e reni (e per molti altri motivi che troverete elencati tra le controindicazioni).

E’ necessario, inoltre, bere molta acqua e valutare se sia necessario o meno assumere integratori, poiché durante la chetosi si perdono molti liquidi, sali minerali e, specialmente nelle diete chetogeniche con verdura e frutta quasi assenti, si rischiano carenze vitaminiche.

La dieta chetogenica funziona per la perdita di peso? 

Sì funziona, ma solo nel breve termine, se non facciamo seguire al periodo di chetosi un percorso nutrizionale che ci porti verso la dieta equilibrata più adatta al nostro stile di vita. 

I chili che vediamo rapidamente persi sulla bilancia, soprattutto nella prima settimana, sono un mix di liquidi (la maggior parte), di glicogeno epatico e muscolare (lo zucchero di riserva) ed una parte di grasso. 

Per assicurare perdite di peso reale (grasso) a lungo termine è necessario avviare un percorso che vada verso l’alimentazione più adatta alle proprie specifiche esigenze e modificare i livelli di attività fisica, al fine di non riacquistare il peso perso ed acquisire un nuovo stato di benessere duraturo. 

Nelle diete chetogeniche, se non strutturate adeguatamente, si perdono molti liquidi e sali minerali, con forte rischio di disidratazione (reni e fegato lavorano molto per sostenere l’intero processo) ed è necessario, pertanto, bere molto. Dopo una fase di chetosi, se ci si è disidratati, già solo reidratare i nostri tessuti potrà far risalire l’ago della bilancia anche di 1 kg in un giorno. Se andiamo poi a ricostituire le nostre riserve zuccherine di glicogeno possiamo vedere l'ago della bilancia salire anche di 1,5kg! Non significherà quindi che siamo ingrassati un chilo o un chilo e mezzo, ma che semplicemente abbiamo restituito al corpo i liquidi e le riserve di glicogeno. 

Qualsiasi dieta, seguita per un breve periodo e poi abbandonata, garantisce solo il rapido riacquisto di peso. Perdere grasso stabilmente richiede l'adozione di uno stile di vita nuovo: alimenti sani e più movimento e non solo brevi diete lampo!

Alcune delle diete di moda chetogeniche, proprio per promuovere una perdita di peso duratura, vengono strutturate in fasi: una fase iniziale di chetosi, per soddisfare il desiderio di vedere l’ago della bilancia scendere rapidamente (anche se si tratta soprattutto di liquidi), una fase più o meno lunga di transizione con parziale reintroduzione di carboidrati e una successiva fase di crociera (fase in cui si dovrebbero apprendere le regole di un’alimentazione equilibrata). 

Poche persone sono così costanti da arrivare alla fase di crociera ma, soprattutto, troppo poche si rivolgono ad un professionista ed ecco che così, da una dieta di moda all’altra, scivolano, negli anni, in uno yoyo infinito di forme corporee e guardaroba, che può causare stati patologici più o meno importanti.

Dieta chetogenica, un percorso da programmare: niente fai-da-te

La dieta chetogenica è nata negli anni ‘20 per il trattamento dell’epilessia. 

L’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), nel position paper del 2014, evidenzia che esistono molte indicazioni per l’uso della chetogenica ma altrettante controindicazioni: questo tipo di strumento dietetico può essere ottimo se gestito da medici, nutrizionisti e dietisti, molto meno nelle mani dei desiderosi del dimagrimento e della forma fisica a tutti i costi.

L'ADI afferma chiaramente che l’avvio di un paziente a un periodo di moderata chetosi indotta dalla dieta deve prevedere le seguenti fasi:

-una fase di valutazione delle indicazioni e controindicazioni e dei dati clinico-anamnestici

-una fase di definizione degli obiettivi e dei tempi previsti di trattamento

-una fase di programmazione del protocollo dietetico, con successiva graduale uscita dalla fase di chetosi

Si può facilmente dedurre come questo tipo di regime dietetico non sia adatto al fai-da-te sebbene, con nomi e forme diverse, spopoli su giornali e riviste.

Indicazioni e controindicazioni della dieta chetogenica

Vediamo insieme quelle che sono le indicazioni e controindicazioni di questo tipo di dieta, consapevoli che è necessario affidarsi al proprio medico curante o ad uno specialista, per una accurata valutazione del proprio stato di salute.

Indicazioni 

- Obesità grave o complicata da: ipertensione, diabete tipo 2, dislipidemia, sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), sindrome metabolica, osteopatie o artropatie severe

- Obesità severa con indicazione alla chirurgia bariatrica (nel periodo pre-operatorio)

- Pazienti con indicazioni a rapido dimagrimento per severe comorbidità

- Non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD)- steatosi epatica non alcolica

- Epilessia farmaco-resistente

- Alcune forme tumorali cerebrali (es. gliomi maligni)

Controindicazioni

- Gravidanza ed allattamento

- Anamnesi positiva per disturbi psichici e comportamentali, abuso di alcol e altre sostanze

- Insufficienza epatica o renale

- Diabete tipo 1

- Porfiria, angina instabile, IMA (infarto acuto del miocardio) recente

Riferimenti

Riferimenti

- P. Mergenthaler et al - Sugar for the brain: the role of glucose in physiological and pathological brain function - Trends Neurosci. 2013 Oct; 36(10): 587–597.

- A. Pezzana et al – La dieta chetogenica – Fondazione ADI position paper. ADI 2014;6:38-43

- EC Woolf et al.-Tumor Metabolism, the Ketogenic Diet and β-Hydroxybutyrate: Novel Approaches to Adjuvant Brain Tumor Therapy - Front Mol Neurosci. 2016 Nov 16;9:122.K

 - Schwartz et al. -Treatment of glioma patients with ketogenic diets: report of two cases treated with an IRB-approved energy-restricted ketogenic diet protocol and review of the literature -Cancer Metab. 2015 Mar 25;3:3. doi: 10.1186/s40170-015

Pubblicato il 24-02-2017 da...

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Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.

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