Fare la spesa in USA: un italiano a Walmart

Da nutrizionista ho bisogno di avere senso pratico: le persone devono poter comprare quello che poi mangeranno. Dieta significa stile di vita e come tale deve essere sostenibile, sia per la possibilità e facilità di reperire gli ingredienti che economicamente.

Sono sempre colpita dalle diete di moda che arrivano dagli USA, perché sono quasi tutte iperproteiche o a base di bibitoni dolci. Molto spesso si tratta di diete low-carb o chetogeniche.  Arrivano da noi per qualche anno, fanno tendenza e poi scompaiono, il più delle volte lasciando invariata la condizione di coloro che le hanno intraprese. Il fascino della moda, anche in ambito alimentare, colpisce e la nostra dieta mediterranea, con migliaia di pubblicazioni scientifiche che ne riportano i benefici, viene sempre meno seguita.

Quando visitai New York, anni fa, non ebbi occasione di fare la spesa perché il periodo di permanenza fu troppo breve, ma ricordo ancora la faccia del cameriere quando da Diner’s, ordinando un’insalata, dissi "no dressing please, only vinegar and oil of olive” (niente salse per favore, solo aceto ed olio di oliva). Non potevo sapere quanto fosse difficile trovare negli USA l’olio di oliva o quanto fosse strano per un americano non aggiungere salse all’insalata. Un altro impatto lo ebbi quando cercai l’acqua da bere: sembrava una caccia al tesoro, trovai dell’acqua frizzante importata dall’Italia, 750ml al costo di 3 euro e, durante tutta la mia settimana di permanenza a NY, comprai solo quella.

Prima del mio viaggio in USA non riuscivo a capire perché fosse così difficile poter suggerire agli americani la dieta mediterranea.

La dieta mediterranea fu “scoperta” e descritta da un americano in vacanza da noi, Ancel Keys, negli anni ’70. Colpisce come sia stato un americano a farci accorgere del nostro immenso patrimonio alimentare e salutistico. 

Oggi siamo così confusi dalle mode e dai nomi di diete “trendy” che meno del 30% degli italiani segue una dieta mediterranea. Dimentichiamo che il nostro metabolismo e i nostri organi ignorano che cosa sia una moda alimentare e, quando cerchiamo una dieta, ci lasciamo trascinare dalle mode del momento.

La dieta mediterranea è considerata patrimonio immateriale dell’UNESCO

Con questa breve sintesi di un viaggio oltreoceano forse riusciremo a capire perché possiamo considerarci fortunati e quanto rischiamo di confonderci con i consigli alimentari che sono studiati non per noi, ma per gli americani, per persone che la spesa non la fanno nei nostri supermercati o mercati rionali, ma nelle “Big American Supermarket chains”, per un popolo che non torna a casa a prepararsi un piatto di pasta, ma che passa dal benzinaio e si compra quel che trova o va al supermercato e pensa “perché cucinare se è tutto già pronto e confezionato?”.

Ho chiesto all'amico Andrea Sarcona, cuoco, in viaggio-lavoro negli USA, di documentare con immagini quel che accade  quando ci si trova a fare la spesa in una delle più note catene di supermercati americani. Chi meglio di un esperto conoscitore di preparazioni, impasti ed ingredienti avrebbe potuto realizzare un simile reportage fotografico?

Tutti abbiamo bisogno di mangiare e la necessità di alimentarsi non ha colore né nazionalità. E allora andiamo negli USA, vestiamo per un attimo i panni dell’americano medio che va a fare la spesa per casa, non dimenticando però gli alimenti a cui siamo abituati in Italia.

Siete pronti a iniziare il viaggio nel mondo alimentare del cittadino americano medio?

Andrea Sarcona, il nostro amico cuoco, ci porta a fare la spesa con lui.

Walmart è una catena diffusa in tutti gli stati americani e, a quanto pare, anche in Canada, Messico, Brasile, Argentina, Giappone, United Kindom, India sotto diversi nomi.

Aperti 24h su 24 , 7gg su 7 e grandi fino a comprendere interi isolati, i punti vendita Walmart rappresentano il supermercato americano per eccellenza.

Prendiamo il carrello e si parte!!!

Primo settore: pizza!

Entriamo e scopriamo che anche agli americani piace la pizza!

Gli piace proprio tanto! Così tanto che hanno file intere di pizza surgelata, l’outfit-packaging è tutto un omaggio all’Italia. Così prendiamo una confezione per guardarla da vicino.

Scegliamo una pizza che in apparenza sembra classica, tanto da evidenziare che  il “formaggio” all’interno è 100% naturale (il fatto che la naturalezza del formaggio debba essere specificata fa riflettere già di suo).

Leggendo l'elenco degli ingredienti sul retro della confezione rimaniamo scioccati: una lista infinita. Pensavamo di mangiarci una bella pizza al pomodoro e invece con pochi dollari ci compriamo un intero laboratorio di chimica, un vero affare!

Andrea S.: "Solitamente io, per preparare un impasto per la pizza, adopero con conoscenza e sapienza farina (magari miscelandone 2 / 3 tipi diversi), lievito, acqua, olio, sale ..e poi i vari condimenti. Ma a loro piace abbondare..."

Andiamo a comprare il pane…

Settore pane!


Andrea S.:  "il pane, la fragranza, l'odore, il calore del pane nello stringerlo tra le mani... ecco, questa è una cosa che mi manca dell'Italia. Adoro il pane e sentirlo scrocchiare... andare all'"alimentari" sotto casa e prendere un bel filone sciapo, magari di grano duro, un Genzano, un Altamura...invece…"

Cerchiamo quindi del buon pane italiano e…sorpresa! Eccolo! Costa anche poco! 1 dollaro!

Guardando però la lista degli ingredienti cominciamo a pensare che forse è meglio cercarne un altro…Purtroppo però il fornaio sembra essere sempre lo stesso…

Andrea S. "è tutto rigorosamente imbustato, e di questo tipo li puoi trovare al distributore di benzina, insieme ad altri alimenti e soprattutto bevande..."


Sconfortati decidiamo di ripiegare sui dolci.


Eccoci nel settore dolci!


Andrea S.:  "sono torte dalla scadenza infinita ...qui non esistono pasticcerie ..o meglio, l'unica che ho visto in una farm aveva un banco ridotto e lavorava su ordinazione ...poca!"

Mi torna in mente quello che avevo fotografato io in una pasticceria di NY, dove facevano muffin di tutti i tipi: ecco a voi la foto con un occhio attento alle calorie, accuratamente riportate accanto ad ogni muffin.

Ma torniamo alle nostre torte del supermercato.... prendiamone una a caso e leggiamo gli ingredienti.

La foto è un po’ sfocata, ma non dovrebbe servire mezz’ora per leggere gli ingredienti di una torta!

Forse è meglio pensare a farci il nostro bel piatto di pasta in casa, ma dobbiamo trovare l'occorrente anche per il condimento.

Alla ricerca del condimento per la pasta fatta in casa

Andrea S:. "Un italiano all'estero non dimentica le proprie abitudini. Si sa, la pasta non è un problema, la si trova ovunque. Anche quella locale è buona... per il pomodoro ci sono brand che da Napa Valley producono ottimi pomodori, sempre che non arrivi la Monsanto...ma questo è un altro discorso. Quello che è davvero difficile trovare (se si trova, forse dall'orefice!) è l'olio di oliva, che sia oliva!"

Che cosa si riesce a trovare per condire la pasta? (Ricordiamo che ci stiamo mettendo nei panni del cittadino medio americano e vogliamo acquistare quello che si trova facilmente sugli scaffali…)

Ecco l’olio!

Oli di canola puro…

Niente olio extra-vergine di oliva

Andrea S.: "banconi pieni di olio di canola e soia! Niente olio di oliva! "

Eccoci alle salse

Andrea S.: "Un americano che si rispetti non mangia se non ha accanto a sé una salsa o dressing..."

Andiamo a prendere una salsa. Eccone una qualunque!

Ed ecco qualcosa che vendono invece come condimento italiano! C’è proprio scritto “cucina italiana (italian kitchen)" e "italian dressing”!

Le olive sono disegnate, fanno parte del nome e quindi ci aspettiamo conferma dalla lista degli ingredienti, ma…

….di olive nemmeno la traccia! Secondo questo condimento noi italiani  utilizziamo destrosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, olio di soia e "annatto color" come condimento per le nostre insalate italiane... Questa ci sembra proprio cosa nuova. Per fortuna specificano che non contiene aromi artificiali!

Continuiamo la nostra spesa sperando di trovare almeno del pomodoro o una salsa che lo contenga.

Settore salse e condimenti

Ecco che nel settore salse e condimenti siamo circondati!

Andrea S.:  "Salse , dressing , sughi già pronti ..."

Ne troviamo una ai funghi. Ovviamente, anche nella lista di ingredienti apparentemente più salutare sono presenti olio di canola e zucchero di canna. Zucchero ovunque!

Forse solo la carne o il pesce, a questo punto, non hanno liste di ingredienti: sarà per questo che molte delle diete made in USA sono iperproteiche o chetogeniche? 

Pensiamo ai poveri nutrizionisti americani che devono strutturare una dieta per persone che non cucinano quasi mai e che vogliono soluzioni veloci e semplici. Se si prescrive un piatto di pasta con del sugo di pomodoro c’è il rischio di vederlo condito con un sugo pieno di zucchero o con salse piene di olio di canola!

Cerchiamo insieme il burro

Continuiamo il viaggio con il nostro amico cuoco che deve trovare del burro - sì, il burro - una cosa semplice?

Il burro fatto con il latte di mucca è oro come l’olio di oliva.

Questo è quello che si trova: il colore e la grafica rimandano a madre natura…

La lista degli ingredienti, invece, è quella che vedete: acqua, olio di soia, olio di palma, ecc.

Finalmente troviamo il burro vero! Una rarità, e infatti costa più di 4 dollari per circa 250gr…

E gli ingredienti confermano che trattasi di burro: crema di latte e sale.

Compriamo il latte

Dopo aver avuto tanta difficoltà a trovare del normale burro ci chiediamo se il latte sia  così difficile da reperire. Scopriamo, invece, che il latte è abbondantissimo! (La qualità del latte in vendita negli USA merita una discussione a parte, oggi facciamo solo la spesa). 

Controlliamo l'etichetta: si tratta di latte parzialmente scremato con aggiunta di vitamina A e Vit D3.

Manca l'acqua!

Passiamo ora all’acqua e percorriamo file intere di bibite gasate…

...alla fine la troviamo! solitaria! Dopo file e file di coca cola!

Acqua purificata, perché l’acqua di sorgente a cui siamo tanto abituati noi, qui non c’è!


Il nostro viaggio-spesa in USA continuerà, prossimamente, con altri articoli, per esplorare altre catene di supermercati...

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Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.

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