Perché alcuni adulti digeriscono il lattosio e altri no? Lactase Persistance: una mutazione genetica di 7.500 anni fa.

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I nostri antenati potevano digerire il lattosio solo durante la prima infanzia. Gli adulti non erano in grado di digerirlo bene. Oggi una persona su tre può digerire il lattosio anche in età adulta, mentre 2 persone su 3 sono intolleranti. Che cosa significa essere intolleranti e perché un terzo della popolazione mondiale può digerire il latte senza problemi e la restante parte no? Per comprendere queste caratteristiche, proprie della specie umana, definiremo prima l'intolleranza al lattosio e poi faremo un viaggio indietro nel tempo, portandoci a 7.500 anni fa.

Che cos’è il lattosio e che cos’è l’intolleranza al lattosio?

Il lattosio è un disaccaride, uno zucchero semplice costituito da una molecola di galattosio e una di glucosio. La digestione del lattosio avviene nell’intestino tenue ad opera della lattasi, un enzima espresso all'apice dei villi intestinali, che scinde il lattosio nei due monosaccaridi, glucosio e galattosio.

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Chi è intollerante al lattosio lo sa: gonfiori intestinali, flatulenza, dolori accompagnano l’ingestione di questa piccola molecola di zucchero.

I sintomi si manifestano quando il lattosio, non digerito, raggiunge l'intestino crasso: qui i batteri metabolizzano il lattosio producendo gas e composti tossici. I gas prodotti, distendendo le pareti intestinali, provocano dolore e flatulenza, mentre le tossine svolgono un’azione dannosa su una vasta gamma di cellule: neuronali, cardiache, muscolari, endocrine, sistema immunitario.

Si è intolleranti quando l’attività della lattasi intestinale non è sufficiente a digerire il lattosio introdotto con l’alimentazione. Il termine tecnico è ipolattasia, o deficit di lattasi, ed è una condizione che determina il malassorbimento di lattosio.

In Italia il deficit di lattasi interessa in media il 40-50% della popolazione, con punte di prevalenza particolarmente elevate nelle popolazioni meridionali, potendo raggiungere il 70% in Campania e Sicilia.

Persistenza della lattasi: 7.500 anni fa nei Balcani

Oggi una persona su tre può bere il latte anche da adulta perché portatore di una mutazione genetica, nota come persistenza della lattasi ( Lactase Persistence ).

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La mutazione della persistenza dell’enzima lattasi si è diffusa ad una velocità straordinaria in Europa, dopo essersi originata circa 7500 anni fa. 

La mutazione genetica, che ha consentito ai primi europei di bere latte senza risentire di conseguenze negative, si sarebbe verificata, in particolare, fra popolazioni che vivevano tra i Balcani centrali e il centro Europa.

In precedenza si riteneva che la selezione naturale avesse favorito i bevitori di latte solamente nelle regioni più settentrionali dell'Europa, a causa del loro maggior fabbisogno di vitamina D nella dieta. La maggior parte delle popolazioni del mondo, infatti, sintetizza la vitamina D grazie all'esposizione al sole, ma alle latitudini più alte, per buona parte dell'anno, essa è insufficiente per assicurarne una adeguata produzione.

Si ritiene che la mutazione genetica per la persistenza della lattasi in età adulta abbia rappresentato un fattore favorevole per i portatori, a partire dalla diffusione dell’allevamento di animali da latte: la possibilità di consumare grandi quantità di latte avrebbe costituito un vantaggio per la sopravvivenza in epoche di scarso raccolto.

Questa ipotesi è suffragata dalle analisi genetiche, effettuate su reperti archeologici, che hanno rilevato l’estrema rarità del genotipo lattasi persistente nel Nord Europa prima dell’introduzione del latte nella dieta degli adulti.

Ci sono anche altre piccole “tasche”o zone di persistenza della lattasi nell’Africa occidentale sub-sahariana, in medio Oriente e in una regione del sud Asia, che sembrano essere correlate a mutazioni distinte(Lactase Hotspots).


Riferimenti

http://www.nature.com/news/archaeology-the-milk-revolution-1.13471

http://www.lescienze.it/news/2009/08/29/news/7500_anni_fa_i_primi_bevitori_di_latte-573761/

http://www.progettoasco.it/riviste/rivista_simg/2012/05_2012/10.pdf

Enattah (2002) Identification of a variant associated with adult-type hypolactasia. Nat Genet. 2002 Feb;30(2):233-7 Epub 2002 Jan 14

Erika Check (2006) Human evolution: How Africa learned to love the cow Nature 444, 994-996 (21 December 2006) | doi:10.1038/444994a; Published online 21 December 2006

Pubblicato il 08-02-2016 da...

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Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.

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