Resistenza insulinica. Perché non dimagrisco?

Capita che molte persone, soprattutto affette da obesità addominale o particolare accumulo di grasso sulla pancia, lamentino difficoltà nel perdere peso.

Alcuni, dopo aver escluso patologie tiroidee, si scoraggiano perchè continuano ad avere difficoltà a dimagrire e abbandonano l’idea di seguire un percorso dietetico. Più che invocare il solito “metabolismo lento”, potrebbe essere il caso di verificare se non sia subentrata una condizione di resistenza-insulinica. In questo articolo vedremo insieme di conoscere questa condizione, tanto diffusa quanto spesso sottovalutata.


Che cos’è la resistenza insulinica?

Per resistenza insulinica si intende quella condizione per cui i muscoli, il tessuto adiposo e le cellule del fegato non rispondono adeguatamente all’insulina circolante e non riescono ad assorbire il glucosio dal torrente circolatorio. 

Come conseguenza di questo, il corpo necessita di una certa quantità di insulina, via via maggiore, per consentire al glucosio di entrare nelle cellule.  

E’ una condizione completamente asintomatica così come quella di pre-diabete.

Alla fine degli anni ’70, C. Ronald Kahn definì la resistenza insulinica  come “ogni condizione in cui concentrazioni normali di insulina producono una risposta biologica inferiore alla normalità”.

Questa definizione comprende i due aspetti dell’insulino-resistenza: la minore sensibilità e la ridotta azione dell’insulina nei tessuti su cui agisce. L’insulina che regola i livelli di glucosio nel sangue non riesce ad agire in modo adeguato nei tessuti.


Cosa avviene nella resistenza insulinica?

L’insulina è un ormone con azione ipoglicemizzante ed anabolizzante. E’ prodotta e secreta dalle  β-cellule del pancreas, in risposta ai livelli di glucosio circolanti, e gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo.

Nei soggetti sani, il rilascio di insulina avviene in modo da incontrare esattamente le richieste metaboliche. Nello specifico, le  β-cellule del pancreas "sentono" i cambiamenti nella concentrazione del glucosio nel sangue e rispondono rilasciando la quantità di insulina corrispondente.   

Nei soggetti insulinoresistenti  l’azione dell’insulina, nel far entrare il glucosio delle cellule, è inferiore rispetto alla norma e così l’organismo reagisce producendo quantità maggiori di insulina per cercare di ridurre i livelli di glucosio circolante.

Noi sappiamo che una delle azioni dell’insulina, sul tessuto adiposo, è quella di stimolare l’accumulo di trigliceridi e di blocco della lipolisi: alti livelli di insulina circolante pertanto renderanno più difficile il dimagrimento perché il segnale ormonale che porta “all'accumulo” è superiore rispetto alla normalità.

Ecco quindi perché è facile trovare tra i soggetti insulino-resistenti molte di quelle persone che lamentano  una difficoltà a perdere peso più elevata  rispetto alla norma.


Perché è necessario intervenire in caso di resistenza insulinica?

Se non interveniamo subito sulla condizione di resistenza insulinica, questa può esitare in una condizione di pre-diabete, seguito da diabete di tipo 2 vero e proprio. La resistenza insulinica è inoltre parte del quadro patologico noto come sindrome metabolica.  Accorgersi della subentrata condizione di resistenza insulinica e intervenire subito, sia dal punto di vista alimentare che cambiando il proprio stile di vita,  può essere il modo giusto per bloccare l’inizio a cascata di patologie ben più importanti.


Quali sono i fattori su cui possiamo intervenire?

I fattori che portano a resistenza insulinica sono molteplici, e sono sia di origine genetica che ambientali. Sulla componente genetica non si può agire direttamente, ma possiamo fare tantissimo per intervenire sulla componente ambientale che condiziona la nostra genetica.

Analizziamo insieme i fattori su cui intervenire:


OBESITA’ CENTRALE

Il grasso accumulato sull’addome, più che essere un semplice tessuto è un organo attivo che produce ormoni. Gli ormoni e le sostanze prodotte dall’organo adiposo possono essere concausa non solo di insulino-resistenza, ma anche di pressione alta, ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari. 

Il grasso addominale determina una infiammazione cronica dell’organismo, che lo danneggia nel tempo in modo del tutto asintomatico. 

Per un complesso meccanismo molecolare, le sostanze rilasciate dal grasso addominale richiamano in zona cellule del sistema immunitario che provocano un costante stato infiammatorio di basso grado. Questo processo infiammatorio contribuisce allo sviluppo dell’insulino-resistenza, del diabete di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari.

La Federazione Internazionale per il Diabete  (International Diabetes Federation-IDF) ha indicato che l’obesità addominale è di maggiore importanza clinica e diagnostica rispetto al BMI (rapporto peso/altezza al quadrato) riguardo il rischio di insorgenza di malattie cronico-degenerative e ha indicato i valori di circonferenza vita per cui si definisce la condizione di obesità addominale.

Obesità centrale per gli uomini europei : circonferenza vita ≥ 94cm
Obesità centrale per le donne europee: circonferenza vita  ≥ 80cm

Ridurre il proprio peso corporeo del 5-10% può portare ad una significativa diminuzione della resistenza insulinica. Chi ne soffre deve quindi intervenire subito aumentando il livello di attività fisica e adottando la giusta alimentazione.

Ci sono persone che a parità di peso  e altezza presentano siti preferenziali di accumulo del grasso differenti (biotipi).

Il cosiddetto biotipo "a mela" è quello caratterizzato proprio da accumulo di grasso sull’addome ed è pertanto quello più a rischio di sviluppo di patologie metaboliche rispetto al biotipo "a pera" che accumula invece il grasso prevalentemente sui fianchi.


SEDENTARIETA’

E’ stato dimostrato che anche pochi giorni di vita sedentaria possono ridurre notevolmente la sensibilità all'insulina. Al contrario, molti studi evidenziano che esiste un miglioramento consistente della sensibilità all'insulina, misurata per diverse ore e fino a pochi giorni anche dopo una singola sessione di esercizio, sia in soggetti sani che in soggetti con obesità e diabete.

In conformità con queste evidenze, sia  l’Associazione Americana per il Diabete (American Diabetes Association-ADA) che l'American College of Sports Medicine hanno formulato raccomandazioni per quanto riguarda l'attività fisica.

Sono raccomandate attività aerobiche ad intensità moderata per almeno 150 minuti a settimana o di esercizio vigoroso per almeno 90 minuti a settimana.  La raccomandazione prevede inoltre che per le persone che svolgono attività fisica almeno 3 giorni a settimana non ci siano più di 2 giorni consecutivi senza attività fisica.

L'attività fisica induce importanti effetti metabolici ed è considerata  fondamentale per ridurre la resistenza insulinica.  

Per i grandi sedentari importante è iniziare a muoversi. Si può partire anche da 15 minuti al giorno di attività, per poi arrivare ai livelli raccomandati di 30 minuti o più di attività fisica di intensità moderata  (ad es. camminare a passo svelto a 4 km/h) almeno 5 gg a settimana.

E’ fondamentale sapere che  l’esercizio fisico migliora la sensibilità insulinica indipendentemente dall’alimentazione e, è utile ripeterlo, l’aumento dell’attività fisica è determinante nel migliorare la condizione di resistenza insulinica.


ALIMENTAZIONE

Una alimentazione troppo ricca di grassi, soprattutto saturi, e di cibi ad alto indice glicemico ed insulinemico, unita a sedentarietà, favorisce l’insorgenza della resistenza insulinica.

L’alimentazione dovrebbe avere un contenuto di carboidrati a basso indice glicemico tra il 45 ed il 50% ed essere povera di zuccheri semplici e grassi saturi.  

Tra le fonti di carboidrati a indice glicemico più basso troviamo tutti i legumi e molti cereali e pseudocereali integrali (orzo, quinoa...).

Verdura e frutta devono essere costantemente presenti nelle porzioni raccomandate perché è fondamentale assumere il giusto apporto di fibre, che aiuta anche a rendere più graduale il rilascio di glucosio dagli alimenti. Buona abitudine è assumere una porzione di verdure crude prima dei pasti e una porzione di verdure cotte a pasto.

Nella dieta devono essere inoltre presenti buone fonti di vitamina D: si è infatti visto che una carenza di vitamina D ha un impatto negativo sul controllo della glicemia.

Quali sono le cause note della resistenza insulinica?

L’insulino-resistenza  consegue ad una di queste cause:

Anomalie del prodotto di secrezione delle cellule 
β

  • - Anomala molecola dell’insulina
    - Conversione incompleta della proinsulina in insulina 

Antagonisti dell'insulina in circolo

  • Elevata concentrazione ematica degli ormoni antagonisti
    - Anticorpi “anti-insulina”
    - Anticorpi “anti-recettori” dell’insulina

Anomalie dei tessuti bersaglio
-
Diminuito numero dei recettori insulinici

-Difetto post recettoriale

Per i non addetti ai lavori, le precedenti cause sono illustrate con termini che possono essere poco comprensibili. Quello che è importante ricordare è questo:

Obesità centrale (accumulo di grasso sulla pancia) e assenza di attività fisica, uniti ad un’alimentazione errata, sono tra i principali fattori che contribuiscono all’insorgenza della resistenza insulinica e su cui noi possiamo agire.

- The IDF consensus worldwide definition of the metabolic syndrome: http://www.idf.org/webdata/docs/MetSyndrome_FINAL.pdf

- Michael J. Blaha,Rajesh Tota Maharaj-Sindrome metabolica: Dai fattori di rischio alla gestione –Ed. 2014

- https://www.harrietverkoelen.nl/media/IJEMD-1-115.pdf

- https://www.aace.com/files/position-statements/aceirspositionstatement.pdf

- https://www.niddk.nih.gov/health-information/diabetes/types/prediabetes-insulin-resistance

- Shulman GI. Cellular mechanisms of insulin resistance. J. Clin. Invest. 106 (2): 171-6, Jul. 2000.

- Zhuo Fu et al. - Regulation of Insulin Synthesis and Secretion and Pancreatic Beta-Cell Dysfunction in Diabetes- Curr Diabetes Rev. 2013 January 1; 9(1): 25–53.

- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4625541/pdf/nihms716993.pdf

Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.
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