Aristolochia

Aristolochia Clematitis L.
aristolochia
Famiglia: Aristolochiacee
Colore Foglia: Verde
Colore Fiore: Giallo, Giallo-dorato
Nomi Alternativi: Stalloggi, Erba astrologa
Habitat: Cresce in quasi tutta l’Italia, ad eccezione delle Isole. Predilige i terreni calcarei, i vigneti, le siepi e gli argini delle regioni mediterranee.

Storia e leggenda

Questa pianta rappresenta una trappola per gli insetti i quali, entrati nella corolla, scivolano su un rivestimento ceroso che riveste l’interno e poi una barriera di peli impedisce loro di risalire all’esterno. Una volta avvenuta la fecondazione, i peli che ostruivano l’uscita diventano secchi e l’insetto prigioniero, ricoperto di polline, riacquista la libertà. 

Molte specie di questa pianta erano già conosciute nell’antichità e venivano utilizzate per la loro azione stimolante, per accelerare il parto e alleviarne i dolori. Infatti il suo nome deriva dalle parole greche aristos, “eccellente”, e lokia, “parto”. 


 

Descrizione

È una pianta perenne dal fusto semplice ed eretto. 

Le foglie sono grandi, con lunghi piccioli e a forma di cuore, e i margini dentellati. 

I fiori sono giallo-oro, peduncolati, a forma di cornetti rigonfi alla base; sono raccolti all’ascella delle foglie superiori, hanno sei stami, interni alle antere saldate, e sei carpelli. Fiorisce da maggio a giugno. 

La capsula è pendula e carnosa. 

Il ceppo è lungamente strisciante, profondo e fragile.

 

Parti usate

Le foglie e il ceppo. 


 

Principali costituenti

Alcaloide tossico (aristolochina), un principio amaro, olio essenziale, tannino, glucidi, resina. 


 

Proprietà

Astringenti, emmenagoghe, vulnerarie.