Brugo

Calluna Vulgaris L.
brugo

A) Ramo in fiore

1) Estremità del ramo

2) Sezione verticale del fiore

3) Petalo

4) Stami

5) Stami e pistillo

6) Pistillo con residui filamentosi

7) Sezione orizzontale dell’ovario

8) Fiore appassito chiuso nel calice

9) Pistillo

10) Seme

11) Seme in sezione verticale

Famiglia:
Ericacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Colore Frutto:
Habitat:È comune e diffuso nei terreni silicei, sciolti, in particolare dell’Italia settentrionale e centrale, assente nelle regioni meridionali e nelle isole. Nelle brughiere, di qui il nome brugo, si trova il terreno preferito da questa pianta, che costituisce anche la terra migliore per la coltivazione delle piante d’appartamento.

Storia e leggenda

Il nome botanico Calluna deriva dal greco kalluno, scopare; infatti le branche ramose di questa pianta sono utilizzate dai tempi più antichi per far scope da giardino. La Calluna vulgaris è l’unica specie del genere Calluna. Dopo Mattioli (1574), che assicurava di avere conosciuto parecchie persone guarite dai calcoli alla vescica per aver fatto uso di questa pianta, il brugo è stato quasi dimenticato.


 

Descrizione

È un arbusto molto ramificato, che può raggiungere 70-100 cm di altezza; ha portamento eretto o semisdraiato. 

Le foglie, lunghe 2 mm, sono opposte e ogni coppia è inserita in posizione alterna rispetto alla precedente, sono molto ravvicinate sul caule e sessili. 

I fiori, spesso tutti rivolti dallo stesso lato, sono inseriti su racemi che a volte portano sull’apice delle foglie; sono piccoli, il calice dello stesso colore della corolla, rosa-lilla, a forma campanulata. 

I frutti, racchiusi nel calice e nella corolla, persistenti, sono capsule divise internamente in quattro loculi che contengono ciascuno un piccolo seme.

 

Parti usate

Si usano esclusivamente le sommità fiorite che si raccolgono da luglio a settembre, all’inizio della fioritura, recidendole con le forbici un centimetro sotto l’infiorescenza. Si fanno seccare in locali ventilati e si conservano in sacchetti di carta.


 

Principali costituenti

Tannino, aricolina (che è una resina), ericinolo (olio), arbutina.


 

Proprietà

È un potente diuretico e antisettico urinario (affine al corbezzolo e alla verga aurea), depurativo, sedativo delle vie urinarie, astringente e antireumatico.