Celidonia

Chelidonium Majus L.
celidonia

A) Parte della pianta in fiore

1) Stami e pistillo

2a, 2b) Stami

3) Pistillo

4) Pistillo maturo in sezione verticale

5) Pistillo in sezione orizzontale

6) Frutto aperto

7) Seme con appendice membranosa (caruncola)

Famiglia:
Papaveracee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Colore Frutto:
Habitat:Comunissima in tutta Italia, fino a 1500 m.

Storia e leggenda

Il suo nome deriva dal greco chelidon, rondine, perché fiorisce alla prima comparsa di questi uccelli. Pare che Aristotele narrasse una leggenda nella quale un rondinino riacquistò la vista al contatto con il lattice di questa pianta. Nel medioevo gli alchimisti la ritenevano una pianta dotata di proprietà soprannaturali. La celidonia è anche una pianta velenosa.


 

Descrizione

Pianta erbacea bienne e anche perenne, con radice fittonante rossa; il caule è alto fino a 60-70 cm, fragile, eretto, cilindrico, nodoso, tomentoso, ramoso; dalle ferite eventuali fuoriesce un lattice di colore aranciato e di sapore fortemente acre e bruciante. 

Le foglie sono picciolate o sessili, grandi, incise. 

I fiori sono raccolti in ombrelle semplici. 

Il frutto a capsula molto allungata è simile a una siliqua, terminante con un rostro sottile, deiscente, contiene numerosi piccoli semi. 

 

Parti usate

La radice e le foglie.


 

Principali costituenti

Il lattice contiene 10 alcaloidi diversi, dei quali più importanti sono: la chelidonina (veleno vescicante), la sanguinarina; acido chelidonico.


 

Proprietà

Antispasmodico (la chelidonia è simile alla papaverina), ipotensore, coleretico, vermifugo, purgativo.