Ciclamino

Cyclamen Europeum L.
ciclamino

A) Pianta in fiore

1) Sezione verticale del fiore

2) Corolla aperta con stami

3) Fiore privo di corolla

4) Parte interna dello stame

5) Sezione verticale dell’ovario

6) Seme

7) Sezione verticale del seme

Famiglia:
Primulacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Habitat:È molto comune nei boschi umidi e ombrosi dell'Italia settentrionale, dal piano submontano alla base delle vette, nelle Alpi e negli Appennini; nell'Italia centrale e meridionale è sostituito da altre specie: il Cyclamen verbale, il C. neapolitanum.  Fiorisce in estate e in autunno.

Storia e leggenda

Il nome di questa pianta deriva dal greco cyclos, cerchio, e allude alla particolarità dei suoi peduncoli fiorali che, a fecondazione avvenuta, si attorcigliano a spirale ritraendosi, per portare verso terra i semi. Anche la tossicità del tubero del ciclamino, dovuta a una saponina che esso contiene, era già nota nell'antichità: infatti i greci La chiamavano icthoyethron, che significa uccisore di pesci. I pescatori infatti ne usavano il succo per paralizzare i pesci, che in questo modo venivano a galla. Plinio il vecchio racconta che alcune popolazioni avevano l'usanza di intingere le punte delle loro frecce nel succo dei tuberi, prima della battaglia. Nel medioevo ebbe un posto rilevante come emmenagogo, purgante e antielmintico. Uno dei nomi volgari del ciclamino è "pan porcino", perché nei luoghi in cui cresce abbondante, viene mangiato dai maiali che pare non risentano dei suoi effetti tossici. Il veleno è termolabile, cioè non resistente al calore e dopo torrefazione è molto meno tossico. L'uso terapeutico di questa pianta è stato oggi abbandonato.


 

Descrizione

È una pianta erbacea, perenne, alta 5-15 cm, con un grosso tubero rivestito di radici poco numerose. 

Le foglie sono tutte basali e vengono immesse assieme ai fiori; hanno un picciolo più o meno lungo, il lembo è coriaceo, verde con screziature bianche sulla pagina superiore, rosso vinoso sulla pagina inferiore, è di forma ovale con margine intero o crenulato. 

I fiori possono essere di colore rosa porporino o, più raramente, bianco, sono sorretti da peduncoli e solitari, con calice più breve della corolla e campanulato. La corolla ha fauce larga che forma un anello sul quale si ripiega la parte non saldata dei petali, le lacinie, che sono lunghe 3 o 4 volte più del tubo, in numero di 5. 

Il frutto è una capsula globosa, che dopo la fioritura, viene ritirata verso il suolo dall'arrotolamento a spirale del peduncolo; è carnosa e contiene numerosi semi angolosi, che fuoriescono a maturità.

 

Parti usate

Una volta venivano impiegati tuberi, il cui uso è oggi abbandonato.


 

Principali costituenti

La velenosità è legata ad una saponina, la ciclamina o l'artanina, che si scinde per un processo chimico in ciclamiretina e zucchero. Anche se è ingerito in piccole dosi, il tubero provoca uno stato di malessere con respirazione difficoltosa, assenza di volontà e indifferenza, gastrite; se la dose è maggiore, i dolori allo stomaco e i crampi si fanno più intensi, aumenta la secrezione salivare, sopraggiungono le vertigini e può verificarsi anche la morte per paralisi dei centri nervosi.


 

Proprietà

Una volta il tubero di ciclamino veniva usato come purgante, emmenagogo e antielmintico e aveva fama di una vera panacea. Comunque, neanche le sue proprietà giustificano l'uso di questa pianta pericolosa, poiché gli stessi effetti possono essere ottenuti con altre piante.

 

Curiosità

Il ciclamino è una pianta molto bella durante la fioritura e può essere coltivata in vaso a scopo ornamentale. In commercio si trova, oltre alle specie nostrane, soprattutto il Cyclamen persicum, di cui esistono numerosissime varietà, diverse tra loro per il colore, la grandezza dei fiori, la forma dei petali: frangiati, distesi, "rococò", o disposti in doppia fila. Il Cyclamen europeum e il C. neapolitanum invece possono essere coltivati in giardino, in luoghi ombreggiati.