Dulcamara

Solanum Dulcamara L.
dulcamara

A) Ramo fiorito

B) Ramo con frutti

1) Parte dell’infiorescenza

2) Parte della sezione verticale del fiore

3) Stami saldati

4) Sezione orizzontale dell’ovario

5) Seme

6) Seme in sezione verticale

Famiglia:
solanacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Rosso
Habitat:È una pianta che cresce in tutta l'Italia, dalle zone marine a quelle montane. Si trova soprattutto nei boschi e in luoghi freschi e umidi, presso i margini di paludi, di acquitrini e sulle sponde di corsi d'acqua.

Storia e leggenda

Come moltissime altre piante della famiglia delle Solanacee, di cui fanno parte anche la patata e il pomodoro, la dulcamara è fortemente velenosa, e in modo particolare lo sono le sue bacche rosse, che possono provocare avvelenamenti anche mortali. Presa in dosi limitate ha effetti benefici come depurativo del sangue, ed esternamente può essere usata per la cura di dermatosi e contusioni. Come suggerisce il suo nome, la dulcamara ha un gusto particolarmente dolce-amaro e un odore abbastanza nauseante che sparisce quando i rami sono secchi. In antichità la pianta veniva usata per le sue proprietà lassative, e nel Medioevo, come cosmetico quando si scoprirono le sue proprietà benefiche per la pelle, contro foruncoli e lentiggini, e per dare candore alla carnagione. È una pianta molto diffusa e facilmente riconoscibile.



 

Descrizione

La dulcamara è un arbusto di 1 o 2 m di altezza, con caule glabro, inerme, cilindrico, ramificato.

Le foglie sono di un verde intenso picciolate; talora tomentose, di forma ovale, acuminate e intere.

I fiori sono raccolti in corimbi peduncolati opposti alle foglie, divaricati, e portati da pedicelli glabri e articolati alla base.

La corolla è piccola, di colore violetto, più di rado bianca. 

Il frutto è una bacca piccola, ovoide, succosa e rossa che, quando raggiunge la maturità, libera parecchi semi reniformi.



 

 


Parti usate

Della dulcamara si utilizzano soprattutto i ramoscelli giovani per primo e secondo anno; si tolgono le foglie e si fa essiccare, dopo averla tagliata, il più rapidamente possibile. Si raccoglie in primavera o in autunno ed è bene non conservarla per più di un anno.



 

Principali costituenti

Glucosidi (fra i quali la solanina), acido dulmaretico, acido dulcamarico, una saponina chiamata solaceina o dulcamarina. Le bacche contengono, oltre alla solanina, fruttosio e un colorante dello stesso tipo di quello del pomodoro. L'avvelenamento avviene soprattutto per ingestione delle bacche; è caratterizzato da vomito, diarrea,crampi, diminuzione della frequenza respiratoria e, in qualche caso, può sopraggiungere la morte per paralisi respiratoria. Se tuttavia si interviene prontamente, la risoluzione non è sfavorevole.




 

Proprietà

La dulcamara ha proprietà soprattutto depurative, ma è anche un antipletorico, antisifilitico, antireumatico, antigottoso.