Farfara

Tussilago Farfara L.
farfara
Famiglia:
Composite
Nomi Alternativi : Tussilagine@\@/@\@/@\@/@Piè d'asino
Colore Foglia:
Verde, Bianco
Colore Frutto:
Bruno
Habitat:Cresce nei terreni argillosi, calcarei, sabbiosi e umidi, come gli acquitrini, i margini dei fossi, dalle zone marine fino ad altitudini di 2500 metri.

Storia e leggenda

Nel Medioevo il nome della farfara era Filius ante patrem perché i suoi fiori gialli compaiono prima delle foglie, a febbraio.

 

Descrizione

È una pianta perenne e rustica dal fusto di colore rossiccio, fiorifero, eretto, cotonoso, ricoperto di brattee. 

Le foglie sono a rosetta, picciolate, larghe, spesse, poligonali con i margini sinuosi e dentati; la pagina superiore è verde, quella inferiore è bianca. 

I fiori sono di color giallo-oro raccolti in capolini solitari; quelli interni sono maschili e tubulosi, quelli esterni sono femminili e numerosi con lunghe ligule strette. Fiorisce da febbraio ad aprile.

L’achenio è di colore bruno con il piumetto setoso. 

Il rizoma è carnoso. 

 

Parti usate

Le foglie, i boccioli, le radici e il succo.


 

Principali costituenti

Mucillagine, tannino, inulina, pigmenti coloranti, olio essenziale, sali minerali (potassio, calcio, ferro) e solfati. 


 

Proprietà

Calmanti, depurative, emollienti, espettoranti, risolventi, sudorifere. 

 

Curiosità

I capolini gialli della farfara sono molto simili a quelli del tarassaco.