Malattie croniche intestinali: 6 integratori a confronto

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Le malattie croniche intestinali, indicate con la sigla IBD (dall’ inglese Intestinal Bowel Diseases) sono un gruppo di patologie caratterizzate dalla presenza di infiammazione cronica intestinale in assenza di una causa infettiva, mediata dal sistema immunitario.

Le due patologie più importanti del gruppo sono la malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa.

Oltre alla terapia farmacologica personalizzata, nelle IBD  si ricorre spesso all’uso di integratori.

Sono diversi gli integratori utilizzati nel trattamento delle  malattie croniche intestinali e tantissime le pubblicazioni scientifiche che ne rilevano o meno l’efficacia. Riassumiamo per voi una revisione delle evidenze scientifiche, disponibili ad oggi, che riguardano l’efficacia di 6  dei principali integratori utilizzati per questo tipo di patologie.

Curcumina

La curcumina è il principale composto attivo della spezia asiatica curcuma.  Si è rivelata efficace nel trattamento di una varietà di condizioni infiammatorie e per questo motivo alcuni studi ne hanno valutato l’efficacia nelle IBD , in particolare nella Rettocolite Ulcerosa.

Rettocolite Ulcerosa

Gli studi hanno mostrato risultati contrastanti a seconda del dosaggio di curcumina somministrato.

  • In uno  studio randomizzato, multicentrico, a doppio cieco,  su 43 soggetti la supplementazione di 3 gr. di curcumina al giorno ha mostrato efficacia superiore al placebo nel mantenimento delle remissioni.
  • Uno studio simile al precedente ha mostrato che 3 gr. di curcumina al giorno, associati all’uso di mesalamina, erano efficaci nel mantenimento delle remissioni nei soggetti con Rettocolite Ulcerosa e che anche 2 gr. mostravano di ridurre la frequenza di eventi clinici ed endoscopie in questi pazienti.
  • Di contro,  in uno studio condotto su 41 soggetti 450 mg al giorno si sono mostrati inefficaci nell’indurre la remissione.

In base a questi dati saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare in modo conclusivo l’uso terapeutico ottimale della curcumina nella  Rettocolite Ulcerosa.

Anche una review del 2018, pubblicata sul Journal of Medical Food, giunge alle stesse conclusioni affermando che, nonostante siano stati osservati dei benefici, è necessario stabilire una dose efficace e sicura data la scarsa assorbibilità della curcumina.

Omega 3

Si ritiene che gli acidi grassi Omega-3 abbiano delle proprietà antiinfiammatorie e per questo motivo sono stati utilizzati nel trattare diverse patologie con componente infiammatoria. Gli acidi grassi della serie Omega-6, seppur essenziali, hanno azione pro-infiammatoria quando consumati in eccesso. Queste due tipologie di grassi dovrebbero essere consumate in un rapporto tra Omega-6 e Omega-3 pari a 4:1, mentre nei paesi occidentali questo rapporto è di circa 10:1.       

  • I dati sono inconsistenti per quanto riguarda eventuali benefici della supplementazione di Omega-3 nella induzione o mantenimento della remissione delle IBD.
  • I dati attualmente disponibili non mostrano una chiara evidenza per quanto riguarda i benefici di una supplementazione di acidi grassi Omega-3 nelle IBD. Sono pertanto necessari ulteriori studi per poterne dimostrare l’efficacia in combinazione con altri trattamenti.

Glutammina

La glutammina è un piccolo aminoacido molto abbondante, non essenziale, ma che può diventare essenziale in condizioni di elevato catabolismo. 

E’ la fonte primaria di energia per gli enterociti (le piccole cellule intestinali), tanto che l’intestino tenue utilizza il 30% del totale di glutammina disponibile nell’organismo. Questo aminoacido inoltre è substrato per la sintesi di glutatione, l’antiossidante intracellulare più abbondante.  

In alcuni soggetti, sottoposti ad alimentazione parenterale, la supplementazione di glutammina ha  portato a un miglioramento nella permeabilità intestinale, prevenendo l’atrofia intestinale. Il razionale dietro l'utilizzo di glutammina consiste quindi in una supposta capacità di questo aminoacido di diminuire la permeabilità intestinale; tuttavia, in un piccolo studio su 14 soggetti affetti da morbo di Crohn, la somministrazione di 7 gr. di glutammina 3 volte al giorno non ha portato ad alcun miglioramento e analoghi risultati sono stati ottenuti in uno studio condotto su 18 bambini, sottoposti a due diete differenti (alto e basso contenuto di glutammina).  Nonostante quindi l’importanza rivestita da livelli adeguati di glutammina a livello dell’intestino tenue, un eccesso di glutammina può portare a un'aumentata ossidazione tissutale a livello del colon e può, potenzialmente, peggiorare la colite.  

Per questi motivi attualmente la supplementazione di glutammina non è consigliata per il trattamento delle IBD.

Vitamina D

La vitamina D è un ormone liposolubile con azione immunomodulatoria e per questo motivo si  è ipotizzato che possa attenuare stati infiammatori. Studi sui topi hanno ampiamente dimostrato come una carenza di vit. D possa portare a diarrea e addirittura morte. Sempre in studi murini la supplementazione di vit. D si è rivelata efficace nel migliorare le coliti nelle IBD e su queste basi sono stati poi condotti numerosi studi sull’uomo.

Uno studio retrospettico di coorte molto ampio ha mostrato che una normalizzazione dei livelli di vitamina D riduce il rischio chirurgico per i pazienti con Morbo di Crohn, ma non per quelli che soffrono di Rettocolite Ulcerosa. Questi benefici tuttavia non sono stati ancora confermati in studi controllati e randomizzati.

Lo studio randomizzato più ampio in cui sono state somministrate 1.200 UI di vitamina D a un gruppo di pazienti e placebo all’altro gruppo ha mostrato che non c’è una differenza statisticamente significativa nel tempo di remissione del Morbo di Crohn.

Al momento non sono pertanto chiari i benefici di una supplementazione di vitamina D nelle IBD.

Prebiotici

I prebiotici sono composti fermentabili, contenuti negli alimenti, che promuovono la crescita dei batteri intestinali contribuendo ad aumentare lo stato di salute.

I dati che emergono dall’analisi della letteratura disponibile sull’argomento mostrano come la supplementazione con fibre prebiotiche possa migliorare la sintomatologia gastrointestinale nei soggetti con Rettocolite Ulcerosa in associazione con le altre terapie, ma non come monoterapia. I dati riguardanti l’efficacia nel morbo di Crohn sono ancora troppo scarsi per poter trarre delle conclusioni.

Probiotici

I probiotici sono quei microorganismi che, come il nome stesso dice, dovrebbero apportare benefici per la nostra salute. L’ipotesi è che l’introduzione di batteri benefici nel microbioma intestinale possa determinare un miglioramento nelle IBD. Sfortunatamente, per quanto riguarda il Morbo di Crohn, la somministrazione di probiotici si è rivelata inefficace nell’indurre la remissione, nel mantenimento della malattia e anche nella prevenzione delle complicanze post-operatorie.

Un integratore probiotico multi ceppo, attualmente in commercio, si è invece rivelato efficace nell’indurre la remissione della rettocolite ulcerosa di grado lieve/moderato e nella prevenzione della pouchite, ancor più se associato alla terapia standard farmacologica.

Pubblicato il 18-07-2018 da:

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Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.

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