Marrubio

Marrubium Vulgare L.
marrubio
Famiglia:
Labiate
Nomi Alternativi : Robbio@\@/@\@/@\@/@Mentastro
Colore Foglia:
Verde, Verde-biancastro
Colore Frutto:
Habitat:Cresce in tutta l’Italia, dal mare alle regioni subalpine, in località asciutte, in terreni sassosi e su macerie e ruderi, esposto al sole; fino a 1500 m.

Storia e leggenda

Il nome deriva dall’ebraico mar, che vuol dire “amaro”, e da rob, cioè succo.

Sin dai tempi antichi, questa pianta era apprezzata per le sue proprietà medicinali: gli Egizi la ritenevano efficace per i disturbi della respirazione; nel VI secolo a.C. Teofrasto citò il marrubio scambiandolo per la ballota, che per molto tempo prese il nome di “marrubio nero”. In seguito Dioscoride ne scoprì le proprietà emmenagoghe. Nel IX secolo, Strabone lo coltivò nei giardini claustrali di Reichenau perché lo riteneva molto efficace.


 

Descrizione

È una pianta perenne dal fusto a sezione quadrangolare,eretto, pubescente e con pochi rami.

Le foglie sono di colore biancastro, arrotondate, picciolate, crenate, crespate, cotonose inferiormente, con le venature in rilievo nella pagina inferiore.

I fiori sono bianchi, raggruppati in verticilli globosi all’ascella delle foglie superiori; il calice è peloso ed è provvisto di 10 denti con l’apice a uncino e con le bratteole a lesina; la corolla ha il labbro superiore dritto a 2 cornetti e quello superiore trilobato, al cui interno ci sono 4 stami. Fiorisce da giugno ad agosto.


 

Parti usate

Le sommità fiorite e le foglie.


 

Principali costituenti

Un principio amaro, colina, olio essenziale, una saponina, un glucoside, tannino, potassio, calcio, vitamina C.


 

Proprietà

Emmenagoghe, espettoranti, febbrifughe, sedative, stomachiche, toniche.


 

Curiosità

Il suo odore è molto simile a quello del timo.

Molto spesso i calici, grazie alla loro forma uncinata, si attaccano al vello degli animali, spostandosi in questo modo per zoocoria epizoica anche per grandi distanze.