Melograno

Punica Granaum L.
melograno

A) Ramo in fiore

1) Sezione verticale del fiore

2, 3) Sezione orizzontale della parte inferiore e superiore dell’ovario

4) Frutto

5) Seme

6) Sezione verticale del frutto

Famiglia:
Punicacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Habitat:È originario dell’Asia occidentale e ora è diffuso in tutta l’area mediterranea; spesso lo si trova allo stato selvatico, dal piano mediterraneo a quello submontano. Fiorisce in giugno e luglio.

Storia e leggenda

Originario della Persia, il melograno è stato importato nel Mediterraneo in tempi antichissimi; in Italia si è diffuso soprattutto nel sud, mentre nel nord cresce solo in luoghi molto riparati: in genere sui terreni e nelle condizioni climatiche in cui riesce il fico. Testimonianze della sua esistenza ci sono state lasciate da molte antiche civiltà del Mediterraneo: i Siri e i Fenici gli attribuirono una parte importante nelle loro cerimonie; lo troviamo raffigurato nei sepolcri egizi del 2500 a.C.; i Greci lo chiamavano roie e Omero lo nomina nella descrizione del giardino di Alcino, re dei Feaci. In latino il frutto era chiamato malum punicum con riferimento alla sua origine fenicia, ma la descrizione che i Romani ci hanno lasciato del melograno sembra riferirsi a una varietà ormai scomparsa.


 

Descrizione

È un frutice o arbusto alto da 2 a 5 m, eretto e con molti rami spinosi di cui i più giovani hanno la corteccia rossiccia, mentre i più vecchi e il tronco ce l’hanno cinerina e screpolata.

Le foglie sono caduche, opposte, prive di stipole, glabre, lucide e di colore verde, di forma oblunga, ottuse e subacute.

I fiori solitari alla sommità dei rami sono sessili, grandi, muniti di due brattee; il calice è carnoso, di colore rosso porporino, col tubo saldato all’ovario e il lembo diviso in 5-7 lobi valvati e persistenti; la corolla è di 5 o 6 petali rosso scarlatti, obovati, presto caduchi.

I semi sono molti per ogni loggia, irregolarmente faccettati, con tegumento gelatinoso e rosso alla superficie, legnoso all’interno.


 

Parti usate

Si usano i frutti, la corteccia e la radice raccolta in autunno, poi seccata il più rapidamente possibile all’ombra. Talvolta si usano anche i fiori e i rami giovani.


 

Principali costituenti

La pianta contiene parecchi alcaloidi come la pelletierina, l’isopelletierina e la metilpelletierina; contiene inoltre sostanze resinose e peptiche, mannite, amido. Le sostanze contenute nella corteccia agiscono paralizzando i parassiti intestinali, pur senza ucciderli, questo grazie soprattutto ai primi due alcaloidi citati. In questo senso pare che la varietà di melograno con i fiori bianchi sia più efficace di quella con i fiori rossi.


 

Proprietà

La corteccia è un potente tenifugo e astringente, anche i fiori sono astringenti, mentre i frutti, oltre che essere anch’essi tenifughi e astringenti, sono tonicardiaci.


 

Curiosità

Esistono varietà nane di melograno che possono essere coltivate a scopo ornamentale.