Mirto

Myrtus Communis L.
mirto

A) Rametto di mirto in fiore

1) Bocciolo intero e in sezione verticale

2) Pistillo

3) Corolla del fiore provvista di numerosi stami lungo i filamenti

4) Infiorescenza

5) Sezione orizzontale del seme

6) Frutto immaturo

7) Seme

8) Sezione verticale del seme

Famiglia:
Mirtacee
Nomi Alternativi : Mortella@\@/@\@/@\@/@Murtea@\@/@\@/@\@/@Martellina@\@/@\@/@\@/@Mertella@\@/@\@/@\@/@Mortilla@\@/@\@/@\@/@Murta@\@/@\@/@\@/@Murtidda
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Nero, Nero-violaceo, Nero-bluastro
Habitat:Cresce nelle regioni costiere della Penisola e delle Isole, nella macchia mediterranea, fino a 800 m. si può trovare anche nell’interno, a esclusione dell’Italia settentrionale.

Storia e leggenda

Il mirto è l’arbusto che i Greci offrivano ai morti. Nella mitologia greca, infatti, Elettra reclama i rami di mirto per l’anima del padre Agamennone, che era stato sepolto frettolosamente e senza i dovuti riguardi. Era considerato un simbolo di gloria e di amore felice, perciò se ne facevano corone per gli eroi e per le spose. A questo proposito il mirto appare anche nell’Antico Testamento, in cui si dice che venivano intrecciate ghirlande per le donne d’Israele quando si sposavano.

In molti riti religiosi il legno del mirto veniva bruciato come l’incenso.

Sin dall’antichità si utilizzava come cura di bellezza, distillando fiori e foglie per ottenere un’acqua molto rinomata detta “acqua dell’angelo” o “acqua angelica”.


 

Descrizione

È un arbusto sempreverde, cespuglioso, molto ramificato.

Le foglie sono persistenti, coriacee, lucenti, opposte a 2 a 2, più raramente a 3, lanceolate, intere, subsessili, provviste, nello spessore della lamina, di glandole con olio essenziale, visibili controluce.

I fiori sono bianchi, peduncolati, solitari; si trovano al termine di un lungo peduncolo che nasce all’ascella delle foglie; sono composti da 5 petali e 5 sepali; hanno stami numerosi e lunghi, lo stilo è sporgente. Hanno un odore aromatico e pepato. Fiorisce da maggio a luglio.

Il frutto è una bacca che contiene numerosi piccoli semi; il suo colore varia, a seconda del periodo, dal verde al biancastro; è invece di colore nero-violaceo o nero-bluastro quando arriva a completa maturazione e ha un sapore aspro e resinoso, per questo se ne ricava un ottimo liquore, famoso specialmente in Sardegna.


 

Parti usate

Le foglie (in agosto), i frutti (tra settembre e ottobre), l’essenza e i fiori.


 

Principali costituenti

Acidi citrico e malico, olio essenziale, resina, tannino, vitamina C.


 

Proprietà

Antisettico, astringente, sedativo.


 

Curiosità

I suoi rametti vengono usati dai fiorai allo stesso modo dell’aspargina per arricchire di verde i mazzi di fiori.