Noce

Juglans Regia L.
noce

A) Ramo in fiore, con alla base amenti maschili e all’apice infiorescenze femminili

B) Apice con tre infiorescenze femminili

1) Fiore maschile visto di lato

2) Fiore maschile visto di fronte

3a, 3b) Stami

4) Fiore femminile

5) Parte esterna della drupa (mallo)

6) Parte interna, legnosa della drupa

Famiglia:
Juglandacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Verde
Habitat:È originario dell’Asia ed è stato introdotto in Europa nell’antichità. Ora è coltivato in gran parte delle regioni mediterranee e montane. Cresce dalla costa fino a 1000 m circa. Fiorisce in aprile-maggio e fruttifica in settembre-ottobre.

Storia e leggenda

I greci la chiamavano ghianda degli dèi, ma non ne fecero grande uso finché non vennero importate delle varietà pregiate dalla Persia. Le noci erano sacre a Dioniso e si narra che una sua sacerdotessa fu trasformata in un albero di noce. In passato si pensava che l’aria e l’ombra del noce fossero letali alle persone che si fermavano a lungo nelle sue vicinanze. Il celebre noce di Benevento sembra sia stato luogo di ritrovo di streghe e così viene ricordato oggi dalla gente.


 

Descrizione

È un albero di altezza variabile fra i 10 e i 25 m e talora di grandissime dimensioni, con chioma tonda.

Il tronco ha corteccia bianco cenere con screpolature rade e poco profonde.

Le foglie sono alterne grandi e composte da un numero dispari di foglioline, in genere da 5 a 9, di forma ovale, appuntita, quasi sessili, inserite sul picciolo; il margine è intero; la parte inferiore della foglia è pelosa, mentre quella superiore è glabra, lucida, di colore verde intenso.

I fiori sono monoici (infiorescenze femminili e maschili, separate ma portate dallo stesso individuo), i maschili raccolti in amenti, che sono dei racemi penduli coperti da numerosi fiori con corolla di 5-6 lobi; quelli femminili sono invece isolati, disposti all’apice dei rami e muniti di brattee.

I frutti sono drupe molto consistenti composte da una parte esterna più o meno carnosa, detta mallo, e da una parte interna legnosa che contiene il seme suddiviso in 4 lobi.

Il mallo è di colore verde.

 

Parti usate

Si usano le foglie e il tronco; anche il mallo e l’olio hanno uso terapeutico.


 

Principali costituenti

La pianta contiene sostanze tanniche, juglone, inosite, acido ellagico e gallico, vitamina C, olio essenziale. Il frutto contiene acqua al 26%, materie grasse, cellulosa.


 

Proprietà

È un tonico astringente, un ricostituente, un eccitante del fegato e del pancreas; ha poteri antidiabetici e stomachici; è un depurativo, digestivo, amaricante, antisettico; inoltre può servire da vermifugo, soprattutto il frutto, che è anche lassativo.