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Svezzamento: primi passi

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Nei primi sei mesi di vita il bambino si è nutrito solo di latte materno o formulato e finalmente, ora, inizia per lui il momento di scoprire il meraviglioso mondo del cibo. Il primo passo è, appunto, lo svezzamento, quel momento in cui, gradualmente, si passa da un’alimentazione esclusivamente lattea ad una diversificata, che comprende gli alimenti necessari per la crescita del bambino.
Durante lo svezzamento si inizieranno a formare quei gusti e quelle abitudini alimentari che accompagneranno il bambino fino all’età adulta.

Gradualità


In questo momento così delicato è fondamentale la gradualità. Il bimbo deve avere il tempo di prendere confidenza con sapori nuovi, così come con cibi dalle consistenze molto diverse e con diverse modalità di somministrazione. Il suo organismo, poi, si deve abituare a digerire e metabolizzare alimenti del tutto sconosciuti e che sarà meglio somministrargli per gradi, a giorni di distanza.
Le pappe omogeneizzate sono un’ottima soluzione per questa fase di transito, perché sono di facile ingestione e digestione.
Inoltre il bimbo dovrà gradualmente imparare a utilizzare nuovi strumenti per nutrirsi: il cucchiaino, il bicchiere o la tazza, il piatto o la coppetta. 

All’inizio sarebbe meglio usare cucchiaini in plastica o silicone, rispetto a quelli normali in acciaio. Questi per esempio sono realizzati in materiale di alta qualità ed eco-compatibile, sono morbidi, sicuri, resistenti e confortevoli. Il cucchiaio poco profondo, aiuta a dare la giusta quantità di cibo per ogni boccone, evitando così il rischio di eccesso di alimentazione o di soffocamento (clicca sulla foto per saperne di più).
 

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Quando erano piccoli i miei, io ho usato questi altri con le punte sensibili al calore (la punta del cucchiaio cambia colore quando il cibo è troppo caldo). Il cucchiaio lungo e stretto per una facile alimentazione dal barattolo ed in più il bambino può praticare presa e coordinazione, siccome il cucchiaio può essere afferrato insieme al bambino. Il cucchiaio corto e largo, invece, è ideale per le manine del bambino. Gli inserti antiscivolo su entrambi i cucchiai consentono una presa sicura e la loro morbidezza li rende delicati sulle gengive del bambino. Come se non bastasse sono lavabili in lavastoviglie dove vengono anche sterilizzati (clicca sulla foto per saperne di più).

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Dovrà poi imparare ad usare la tazza o il bicchiere. Questa è molto leggera ed ergonomica, ideale per i primi tentativi del cucciolo di casa. Il beccuccio è asimmetrico per facilitare la fase di transizione e l’impugnatura antiscivolo per facilitarlo nella presa (clicca sulla foto per saperne di più).

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Dovrà, poi, imparare a mangiare sul seggiolone, che deve diventare il suo posto ideale e specifico per la pappa.

Nuovi sapori e assaggi


È estremamente importante che il bimbo assaggi alimenti diversi per abituarsi a sapori diversi e accettare diversi cibi e gusti, limitando, in questo modo, l’eccessiva selezione e il rifiuto, ricordando che il bimbo allattato al seno riconoscerà il sapore degli alimenti anche attraverso il latte materno. Non ci sarà, inoltre, da preoccuparsi se qualche volta avanza un po’ di pappa ma il bimbo cresce regolarmente. Il piccolo è perfettamente in grado di autoregolarsi e se lascia parte del cibo solitamente significa solo che è sazio; anche se l’inappetenza può essere un sintomo di malessere, niente paura: i piccoli recuperano l’appetito con estrema facilità appena guariti.

Primi passi verso l’autonomia


Lo svezzamento rappresenta un periodo particolarmente delicato nella vita di un bambino, non solo perché lo porta a mangiare cibi con valenze organolettiche diverse da quelle del latte materno o formulato, ma anche perché dà l’avvio ad una vita autonoma che alla fine lo condurrà all’indipendenza. 

È questo il primo vero momento di distacco e di autonomia dalla mamma, uno dei primi passi per lo sviluppo psicologico, affettivo ed educativo del bimbo, che passa dal seno materno al cucchiaino. In questa fase è importante che familiarizzi con strumenti diversi come le posate e le ciotoline, distaccandosi gradualmente dalla rassicurazione del seno materno. 

È questa una delle tante sfide che attendono il bimbo durante la sua crescita e, come in tutte le sfide, è importante che mamma e papà siano presenti, attenti e pazienti.

Se dice di no alla pappa


Potrebbe accadere che il bimbo rifiuti con decisione la pappa e che abbia bisogno di tempo per abituarsi ai nuovi alimenti sia dal punto di vista fisiologico che psicologico. In questo caso è fondamentale non trasmettergli la propria ansia e non forzarlo. I suoi "no" vanno rispettati, proponendo e non imponendo i nuovi cibi, evitando di innescare un atteggiamento conflittuale tra la mamma e il bimbo. Bisogna avere pazienza, imparare a conoscere i suoi gusti e a rispettare le sue preferenze e i suoi rifiuti, facendo attenzione a non eccedere nel comportamento opposto, sottostando a tutti i suoi capricci o adeguandosi ad ogni sua richiesta pur di farlo mangiare.
Sebbene nei primi anni di vita il rapporto tra mamma e figlio passi attraverso il cibo, non bisogna caricare di un significato psicologico negativo l’eventuale rifiuto della pappa da parte del bimbo: se rifiuta il cibo preparato dalla mamma non significa che rifiuti anche la mamma.

Flessibilità e cibo come gioco


All’inizio è bene non essere troppo rigidi sugli orari, sulla modalità e il numero dei pasti, così che il bimbo possa mangiare quando più ha fame. Si devono proporre nuovi alimenti quando il bimbo è di buon umore e variare i sapori uno alla volta per imparare a conoscere le sue preferenze. Inoltre, per lui, il cibo è una scoperta, e per scoprire c’è bisogno delle mani, degli occhi e della bocca. Lasciandolo giocare e mangiare con le mani la scoperta sarà più interessante. Ricordare sempre che i piccoli sono abitudinari, quindi è utile inventare un rito per la pappa, decidendo un luogo specifico dove dargli sempre da mangiare, usando gli stessi strumenti e le stesse modalità e usando la serenità come ingrediente fondamentale della pappa del vostro bambino.

Socialità e famiglia


Il momento della pappa deve servire non solo a nutrire il bimbo, ma anche a farlo partecipare alla vita sociale della famiglia, costituendo un momento di relazione e non di conflitto. La pappa deve diventare l’occasione per stare insieme a mamma e papà, sorelline e fratellini, in un luogo tranquillo e senza distrazioni. È importante che il bambino sia presente al momento del pasto della famiglia, anche se ha già mangiato la sua pappa, così che possa partecipare a questo momento di aggregazione familiare.

 

Vorrei anche consigliarvi questo libro. Non vi troverete ricette o schemi ma un’attenta riflessione sul profondo legame tra il comportamento alimentare del bambino e la relazione affettiva con i genitori. Qui è il bambino ad essere al centro del sistema, non i genitori o il pediatra, è lui che guida i genitori, e ciò significa: niente più conflitti durante i pasti; migliore alimentazione, risparmio di tempo e denaro; scomparsa dei disturbi alimentari.

Cliccate sulla foto per saperne di più.

 

io mi svezzo da solo

Clicca per vedere i riferimenti...

Linee Guida sullo svezzamento del Ministero della SaluteItaliano(www.salute.gov.it) World Health Organization (WHO/OMS) www.who.int/

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Pubblicato il 18-02-2017 da:

simona pepe
Simona Pepe
MR Locum Pharmacist, MSc, Nutritional Therapist

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