Uova colorate e conigli a Pasqua: perchè?


easter-2173193-960-720.jpg

Che si sia cristiani o meno, una certezza è la presenza delle uova nelle nostre case a Pasqua: colorate, decorate, semplicemente bollite, oppure uova di cioccolata per i più piccoli (ma anche per noi adulti…).

C’è chi per tradizione farà la battaglia delle uova, molto diffusa nei paesi del nord-est d’Europa e in quelli anglosassoni, e chi preparerà la torta Pasqualina. Ma la tradizione dell’uovo a Pasqua (o meglio, nel periodo dell’equinozio di primavera) è antica più del Cristianesimo stesso, perché l’uovo è simbolo di rinascita, ed è curioso scoprire le leggende  e i miti che sono nati attorno a questa tradizione.

Nel Cristianesimo si narra che…

st-mary-magdalene.jpg

Maria Maddalena stava  portando alla tomba di Gesù delle uova bollite per condividerle con le altre donne. Quando le donne videro Cristo risorto, le uova nel cesto miracolosamente diventarono rosse.

----- 

Dopo l’ascensione di Gesù, Maria Maddalena voleva diffondere il Vangelo e, giunta al cospetto dell’imperatore romano, lo salutò dicendo: “Cristo è risorto”. In quel momento l’imperatore indicò un uovo sul suo tavolo e disse: “Cristo non è più risorto di quanto questo uovo sia rosso”. Dopo questa affermazione si dice che l’uovo si sia tinto immediatamente di rosso sangue.

-----

Nella tradizione cristiana ortodossa a Pasqua è usanza scambiarsi delle uova rosse, secondo questa ulteriore versione della storia di Maria Maddalena…

“Maria Maddalena, che era una donna patrizia, fu ricevuta in udienza a Roma dall’imperatore dopo la crocefissione e resurrezione di Cristo. Maddalena denunciò Pilato per il modo in cui aveva condotto il processo a Gesù e cominciò a raccontare a Cesare della resurrezione di Cristo, prendendo dal tavolo un uovo di gallina per illustrare la sua testimonianza circa la resurrezione. Cesare restò impassibile e replicò che la probabilità che un uomo tornasse in vita erano le stesse che aveva un uovo di diventare rosso. Immediatamente l’uovo nella mano di Maddalena si tinse di rosso!”

Uova come simbolo di rinascita in tutto il mondo

uovocosmico.jpg

Uovo cosmico

L’uovo cosmico è presente nella cosmogonia di moltissime civiltà antiche: nasce, probabilmente, in Mesopotamia nel III e II millennio a. C. (a partire dal 2600 a.C. si possono rinvenire nelle tavolette diversi elementi strutturali del mito dell’uovo cosmico, pur non presentando la mitologia sumerica questo simbolo). Si diffonde in tutto il medio-oriente fino al Mediterraneo seguendo le vie tracciate dalle migrazioni, conquiste e commerci, adattandosi alle nuove mentalità.

Mircea Eliade, storico delle religioni, nel suo Miti, Sogni e Misteri, riporta un mito cosmogonico giapponese  per cui:

All'inizio il cielo e la terra, Izanagi e Izanami, non erano separati: insieme formavano un caos che assomigliava a un uovo con al centro un germe. Quando il cielo e la terra erano fusi insieme in questo modo, non esistevano ancora i due principi maschio e femmina”. - “La separazione fra il cielo e la terra segna contemporaneamente l'atto cosmogonico per eccellenza e la rottura dell'unità primordiale. La prima fase della creazione si presenta nel modo seguente: una piccola isola instabile e amorfa circondata dal mare e, al centro dell'isola, una canna. Da questa canna nasceranno gli dei, la cui nascita simboleggia le diverse tappe dell'organizzazione del mondo. Questa «canna» è il germe che si distingueva al centro dell'uovo cosmico”.

Nella  religione induista l’uovo, chiamato Germe d’Oro (Hiranyagarbh), sorgente della luce dorata, Dio Sole, è embrione di tutta la creazione. Nei Veda troviamo:

“In principio sorse il Germe d'Oro: Egli fu, non appena nato, il Signore dell'Essere, sostenitore della Terra e di questo Cielo… Quando le Acque potenti giunsero, portando con sé il Germe universale, da cui scaturì il Fuoco, allora venne in essere l'Unico Spirito di Dio… Questo Uno, nella sua potenza, abbracciò con uno sguardo le Acque pregne di forze vitali, che generano il sacrificio. Egli è il Dio degli Dei e nessuno è pari a lui”. - “In principio, in verità, questo mondo era acqua, null'altro che un mare d'acqua. Le acque desiderarono: “Come possiamo propagarci?” Esse infiammarono il proprio ardore, compiendo proprio questo gesto con fervore. Raccogliendo la propria energia creatrice esse si riscaldarono e si produsse un uovo d'oro”

Anche in Grecia, nella tradizione orfica, troviamo il mito dell’uovo cosmico:

“In principio vi era il Caos e la Notte e il nero Erebo e l'ampio Tartaro, e non vi era la Terra né l'Aere né l'Oceano; negli infiniti recessi di Erebo la Notte dalle nere ali generò per prima un uovo senza seme, dal quale, con il volgere delle stagioni, sbocciò Eros, fiore del desiderio: sul suo dorso splendevano ali d'oro ed era simile al rapido turbine dei venti”.  Aristofane,  Uccelli, 693-702.

L'uovo e il Buddha

Sempre lo storico Mircea Eliade riportava, nel suo “Images and Symbols” , un testo estratto dal Suttavibhanga (libro del Buddhismo Teravada), in cui l’uovo diventa simbolo di nascita dello stato di Buddha e la rottura del guscio simbolo di superamento dell’ignoranza. 

"Quando una gallina ha deposto delle uova, disse il Buddha, otto, dieci o dodici, e quando questa chioccia ci si è seduta sopra per covarle e tenerle al caldo sufficientemente a lungo; quando, dunque, uno dei pulcini, il primo a rompere il guscio con la punta del suo artiglio o del suo becco, esce felicemente dall’uovo, come chiameremo quel pulcino: il più vecchio o il più giovane?" "Diremo che è il primogenito, venerabile Gautama, perché è il più vecchio di tutti". "Così allo stesso modo, o bramino, io solo, in mezzo a tutti gli esseri che vivono nell’ignoranza e sono come chiusi e intrappolati in un uovo, ho fatto breccia nel guscio dell’ignoranza; io solo in questo mondo ho raggiunto il benedetto e universale rango di Buddha. Così, o bramino, io sono il più vecchio e il più nobile tra gli esseri".

Easter la dea e i conigli pasquali

ostara-by-johannes-gehrts.jpg

Nel titolo abbiamo nominato i conigli pasquali ed è venuto il momento di capire da dove derivi questa tradizione.

Molti sanno che nei paesi anglosassoni la parola Easter significa Pasqua. Ma da dove viene il termine?

Ēostre o Ostara (in inglese antico Ēastre [æːɑstre]) è una dea pagana della tradizione germanica, celebrata il giorno dell’equinozio di primavera, che presiedeva ai culti legati alla primavera e alla fertilità dei campi. Sembra che il suo animale sacro fosse la lepre, da cui deriva poi la tradizione del coniglio pasquale.  Da Eostre deriverebbe anche il termine Est, ovvero il punto in cui nasce il sole: una divinità, quindi, legata alla fertilità e alle giornate che si fanno più lunghe.

Questa dea  viene citata per la prima volta da Beda il Venerabile, monaco cristiano e storico inglese, nel suo De temporum ratione, testo del 725 d.C. , quando esamina il modo in cui gli inglesi chiamano i mesi (De mensibus Anglorum):

"Eostur-monath ha un nome che ora viene tradotto come ' il mese pasquale' e  che, un tempo, veniva chiamato così per evocare il nome della loro dea Eostre, in onore della quale venivano celebrate feste in quel mese.  Ora designano la stagione pasquale con il suo nome,  per chiamare le gioie del nuovo rito con il nome usato nell'antica osservanza".

("Eostur-monath, qui nunc Paschalis mensis interpretatur, quondam a Dea illorum quæ Eostre vocabatur, et cui in illo festa celebrabant nomen habuit: a cujus nomine nunc Paschale tempus cognominant, consueto antiquæ observationis vocabulo gaudia novæ solemnitatis vocante”)

In seguito alcuni suggerirono che Eostre fosse un’invenzione di Beda, ma altri filologi e folkloristi hanno poi mostrato come una invenzione del genere sia improbabile, considerando anche i nomi di alcuni luoghi inglesi di origine sassone (es. Eastrington nello Yorkshire orientale, Eastri nel Kent, ecc). Esiste poi un collegamento etimologico tra il termine Ostara o Austra, la dea della primavera venerata da alcune tribù del nord Europa, da cui viene il nome del mese di  Aprile, Ostermonat, e la cui esistenza fu confermata dal ritrovamento, nel 1958, di 150 iscrizioni votive romano-Germaniche dedicate alla matrona Austriahenea, databili al 150-250 AD.



vedi anche...
diapositiva11
Quattro ingredienti naturali e uova colorate!Un lavoretto che potete fare anche con i bambini!     leggi di più...
 

20160622_184213
Elena Monica Flati
Biologo Nutrizionista e Farmacista.
Sito consigliato: Nutrizione Naturale - alimentazione come principale medicina