Viola mammola e Viola farfalla

Viola Odorata L., Viola Calcarata L.
viola mammola farfalla

A) Pianta in fiore con stolone in fioritura

B) Pianta con piccoli fiori cleistogamici e frutti

1) Sezione verticale del fiore

2) Stami con stigma e nettario

3) Stame posteriore privo di nettario

4) Pistillo

5) Fiore cleistogamico

6) Sezione orizzontale dell’ovario

7) Frutto

8) Frutto dischiuso

9) Seme

10) Seme in sezione orizzontale

Famiglia:
Violacee
Nomi Alternativi :
Colore Foglia:
Verde
Colore Frutto:
Habitat:La mammola si trova dal mare al piano montano in tutta l’Italia peninsulare e peninsulare, nei luoghi erbosi e ombrosi, nei boschi e lungo le siepi. La viola calcarata cresce sulle Alpi e sui monti.

Storia e leggenda

Alla famiglia delle violacee appartengono più di mille specie raggruppate in 16 generi, e di essa fanno parte le due viole che qui considereremo. Gli antichi Greci chiamavano ion la viola mammola che, secondo la leggenda, era nata dalla terra per nutrire la sacerdotessa trasformata in vacca da Zeus. Con i suoi fiori venivano confezionate corone e ghirlande, e già allora se ne distillava il profumo. 

Famose sono le violette di Parma, la cui coltivazione fu molto incoraggiata dalla seconda moglie di Napoleone, Maria Luisa, che, stabilitasi là alla conclusione della sua vicenda matrimoniale, contribuì alla creazione dell’acqua di violetta, commissionando una formula speciale al monastero di San Giovanni. Ancora oggi l’olio essenziale delle violette di Parma rimane insuperato.

La viola calcarata appartiene a una specie simile alla mammola; ha fiori più grandi e cresce spontanea sui monti. 

Esistono comunque numerosissime altre specie di viola e contrariamente a quanto si può pensare non tutte sono profumate, anzi alcune sono del tutto prive di odore.

Le viole si dividono grossomodo in due gruppi: quelle prive di caule, il cui fiore cioè nasce direttamente dal rizoma (di questo gruppo fanno parte la Viola odorata e la Viola hirta) e quelle che invece hanno un caule più sviluppato come la Viola canina o la Viola silvestris. La proprietà emetica (capace di provocare il vomito) comune a molte viole, è dovuta al principio attivo, la violina, contenuto nelle loro radici.

 

Descrizione

La viola mammola è una pianta erbacea perenne, con un grosso rizoma da cui partono degli stoloni striscianti sul terreno che emettono radici e danno origine a nuove piante nell’annata consecutiva a quella dello sviluppo.

Le foglie sono riunite in una rosetta basale, lungamente picciolate (il picciolo arriva e essere lungo 3 cm) generalmente pubescenti, di forma ovale, con margine dentato.

I fiori sono grandi, molto profumati, hanno un breve peduncolo provvisto di due piccole brattee. Il calice è formato da 5 sepali quasi uguali; la corolla è formata da 5 petali diseguali, dei quali l’inferiore è più grande, smarginato che si prolunga alla base di uno sperone, mentre i due laterali sono patenti, e quelli superiori glabri e diretti verso l’alto; sono di colore violetto con la base biancastra. 

Il frutto è una capsula avvolta dal calice persistente, di forma subsferica, che si apre in 3 parti; contiene numerosi semi sferici e bruni.

 

Parti usate

Si utilizzano il rizoma, i fiori e più di rado le foglie.

 

Principali costituenti

La viola contiene una sostanza particolare simile all’emetina e chiamata violina (un alcaloide amaro); inoltre contiene un glucoside (la violaquercitrina), un olio di colore verde, acido salicilico, zuccheri, amido e mucillagine.

 

Proprietà

I fiori hanno una proprietà emolliente, sono espettoranti e sudoriferi. La radice serve come espettorante e come vomitivo. Le foglie possono invece essere impiegate come purgativo.